Stasera, vi aspettiamo!

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Oltre quattro milioni di euro buttati… a mare?

Sul sito del Comune di Porto Recanati è apparso un comunicato del Sindaco che avvisa la cittadinanza che gli interventi sulla costa sono ormai in fase di partenza.

Tali interventi, del costo complessivo superiore ai quattro milioni di euro, consistono esclusivamente nel ripascimento, ovvero nella posa di sabbia per la ricostituzione della spiaggia nelle zone ove il mare ha eccessivamente eroso la costa, ed in particolare nella zona sud dove sono presenti abitazioni a rischio.

Nei giorni scorsi il consigliere di opposizione Giuliano Paccamiccio (UnitiPerP.Recanati), ex operatore della costa ancora molto vicino agli interessi degli operatori balneari, ha espresso contrarietà e disappunto nei confronti del progetto, in particolare per il fatto che il ripascimento potrebbe non durare neanche una stagione. Le zone interessate dall’intervento, infatti, non sono protette da scogliere, e se nel corso dell’inverno riprendessero le mareggiate, a breve si potrebbe ripresentare la stessa emergenza.

Se così fosse, è proprio il caso di dirlo, si sarebbero buttati oltre quattro  milioni di euro…. a mare.

Paccamiccio ha semplicemente espresso un’opinione (ed una preoccupazione) largamente diffusa tra gli operatori del settore, oltre che tra i cittadini comuni.

Ebbene, il sito del Comune di Porto Recanati viene oggi utilizzato per fini elettorali dal Sindaco che si permette di utilizzare tale strumento, nella parte “istituzionale”, per attaccare il consigliere di opposizione definendo la sua posizione “irresponsabile e meramente propagandistica”.

Il Sindaco, inoltre, afferma che l’intervento sarebbe, per l’opposizione, motivo di “rabbia malcelata”.

Il Partito Democratico, nel confermare la stima nei confronti del consigliere Paccamiccio, fa propria la preoccupazione di molti operatori del settore e proprietari di abitazioni, nella convinzione che l’intervento di ripascimento, così come previsto, non sia affatto risolutivo del problema.

Ribadiamo al Sindaco che l’opposizione è semplicemente vicina e si fa portavoce delle preoccupazioni dei cittadini.
E’ invece GRAVISSIMO che si usi uno strumento “ufficiale” quale il sito istituzionale del Comune per fare campagna elettorale.

Teniamo inoltre a precisare che il piano di ripascimento della costa è un progetto dell’ex assessore regionale Carrabs, nella passata legislatura, che riuscì a far interessare dei problemi della costa marchigiana addirittura il governo Berlusconi. Sono passati diversi anni.

Il Sindaco, se vuole prendersi il merito del ripascimento, deve mettersi in coda: anche l’ex senatore Piscitelli ha rivendicato, a tempo debito, di aver fatto arrivare a Porto Recanati il finanziamento.

Se proprio ci tengono tanto a buttare a mare oltre quattro milioni di euro, si mettano almeno d’accordo su chi dobbiamo ringraziare.

 

Gli otto punti per un Governo di cambiamento.

1 – Per prima cosa Bersani vuole agire sul lavoro: in questo campo il PD vorrebbe muoversi con urgenza garantendo un salario minimo alle persone senza lavoro, garantendo una rivisitazione dei controlli effettuati da Equitalia e riducendo i vantaggi per le aziende legate al lavoro precario aumentando quelli legati all’assunzione dei lavoratori a tempo indeterminato. Il lavoro a tempo determinato deve costare meno del lavoro a tempo determinato. Secondo il PD, inoltre, è necessario potenziare la Cassa Depositi e Prestiti per i vari finanziamenti da erogare alle imprese.

2 – Per quel che riguarda la crisi, il provvedimento principale è quello di distribuire meglio l’Imu permettendo a questo tributo di essere meno gravoso sulle tasche degli italiani

3 – Per quel che riguarda l’aspetto legislativo, il Governo Bersani vuole agire sulle norme riguardanti il riciclaggio, la corruzione, il falso in bilancio e i voti di scambio.

4 – Secondo Bersani è necessario potenziare la ricerca e l’istruzione, puntando sull’assunzione dei ricercatori e cercando di incentivare il diritto allo studio tramite risorse nazionali e provenienti dalla comunità europea.

5 – Il Partito Democratico ha anche proposto una riforma della politica e della vita pubblica che prevede il dimezzamento dei parlamentari, la rivisitazione degli stipendi degli stessi e l’abolizione delle province.

6 – Un altro punto forte è quello dell’energia “pulita”. Il PD vuole ristrutturare gli edifici nella misura del 55% per riqualificarli dal punto di vista energetico, riqualificare tutti gli immobili in linea generale e ottimizzare il prelievo dei rifiuti con la tanto temuta Tarsu.

7 – Il Governo Bersani si impegnerà anche nel cambiare le leggi riguardanti il conflitto d’interessi, i doppi incarichi e l’ineleggibilità per cercare di limitare il più possibili gli sprechi sotto questo punto di vista.

8 – Il PD vuole inoltre approvare norme civili sull’unione delle coppie di gay. Inoltre, secondo il partito di Bersani, sono necessarie leggi sull’acquisizione della cittadinanza per gli extracomunitari nati in Italia e per tutti i minori che nascono nel nostro Paese sempre da genitori stranieri.

 

 

Relazione sul risultato delle Elezioni Politiche del coordinatore Brandoni all’Assemblea del 17 marzo.

Siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto. Questo è il risultato di un voto di sfiducia ai partiti.

Al termine di una tornata elettorale dove hanno votato il 75 % degli aventi il diritto (cioè sei punti in meno rispetto alle elezioni del 2008), non siamo riusciti ad ottenere la governabilità del Parlamento. Il Movimento 5 stelle, invece, con oltre il 25 % dei voti, ottiene un risultato travolgente.

I big pidiellini si mostrano tutti in preda al panico da previsioni, anche se poi faranno tutti finta di aver sempre creduto al successo. Alla fine si materializza, grazie al “porcellum”, un risultato che va al di là delle aspettative della maggior parte dei sondaggisti: al Senato il Pd in percentuale ha più voti e comunque più seggi del PDL, ma la coalizione di centro destra “porta a casa” regioni chiave come la Lombardia, la Campania, la Puglia, la Sicilia e il Veneto.

Alla Camera i giochi sono stati fino all’ultimo momento sul filo di rasoio. La distanza tra centrosinistra e centrodestra alla fine è solo di mezzo punto percentuale (29,5% per Pd e Sel, 29,1% per Pdl e Carroccio).

Udc e Fli (compreso Gianfranco Fini) rimangono fuori dal Parlamento, Mario Monti racimola un risultato modesto, Casini entra grazie al ripescaggio.

Insomma, noi del PD siamo molto lontani dalla larga vittoria che tutti si aspettavano fino a qualche mese fa.

Grazie al premio di maggioranza, alla Camera  la coalizione Pd-Sel, ha 340 seggi.

Sono appena 124.407 voti di vantaggio su Pdl-Lega (29,1%), che arriva a 124 scranni. Grillo avrà 108 seggi, mentre Mario Monti ottiene 45 deputati.

Il PDL, grazie al ritorno di Berlusconi, riesce a recuperare al Senato. “Mi davano per morto e ancora una volta gli ho dimostrato di cosa sono capace” è il senso dei primi commenti.

A questo punto si pone il problema di come gestire le prossime mosse, perché quella che si profila è una condizione di ingovernabilità, con una maggioranza definita del PD alla Camera ma nessuna al  Senato.

In questo ramo del Parlamento, infatti, l’alleanza Pdl-Lega (30,7%) conquista 117 seggi; dalla nostra parte troviamo invece 113 senatori al Partito democratico, 7 a Sinistra e libertà, 1 al Megafono-Lista Crocetta., grazie alla vittoria al fotofinish in Piemonte e a quella più netta nel Lazio.

Grillo vince perfino nella Puglia governata dal leader Sel, Nichi Vendola. Alla fine  ha 54 seggi con il 23,8% dei voti, Mario Monti solo (9,1%) 18.

In sostanza, una parità ingovernabile, perché la maggioranza funzionale è a 158 seggi. È il frutto del cosiddetto Porcellum elettorale, che assegna il premio di maggioranza regione per regione a palazzo Madama.

Immediatamente Silvio Berlusconi apre all’accordo Pd-Pdl: “Dobbiamo riflettere sul bene dell’Italia”, dice rispondendo a una domanda di Maurizio Belpietro su Canale 5, “Il ritorno al voto non sarebbe utile in questa situazione. Dobbiamo tutti approntarci a fare qualche sacrificio.

IL NO DEL PD – Il Pd, dal canto suo, risponde con Anna Finocchiaro: “Niente larghe intese, al massimo un governo di scopo”. A ruota anche Pippo Civati: “La proposta, l’unica possibile, è che il Pd, che ha la maggioranza relativa, si presenti con un governo di minoranza. Proponga una riforma elettorale, una norma sul conflitto d’interessi e contro la corruzione e una misura di liberalizzazione e rilancio dell’economia e poi porti il Paese al voto”.

Il vice presidente del Partito democratico Marina Sereni è ancora più esplicita: “Non faremo governi con chi è responsabile del disastro in cui ci troviamo (il PDL): in primo luogo ci rivolgeremo al Movimento5STelle”. Della stessa idea anche Stefano Fassina.

Beppe Grillo  dal canto suo  intanto prosegue nella sua opera di lotta dura: “Faranno un governissimo  pdmenoelle – pdelle.   Noi siamo l’ostacolo. Contro di noi non ce la possono più fare, che si mettano il cuore in pace.   Potranno andare avanti ancora 7, 8 mesi a fare un disastro, ma cercheremo di tenerlo sotto controllo”.   Porte sbattute in faccia a tutti, dunque.  Che poi il PD potesse fare un disastro è tutto da dimostrare;  a questo punto è molto più probabile che le battute feroci e il no ad oltranza dei grillini facciamo molto male, oltre che a loro stessi, anche all’Italia ed alla crisi economica che ci affligge da molti mesi. Ma andiamo avanti.

Dicevamo, fuori dal Parlamento rimarrà, dopo oltre 20 anni, il presidente della Camera Gianfranco Fini. Così come l’ex leader Idv Antonio Di Pietro, che guarderà la prossima legislatura dall’esterno di Montecitorio e Palazzo Madama.  Un elenco che ora dopo ora si arricchiva di nuovi nomi, mano a mano che i risultati andavano definendosi. E nell’elenco dei “trombati” trovano spazio anche “fedelissimi” come Italo Bocchino, leader di coalizione come Ingroia e volti nuovi come Giovanni Favia, Mario Sechi e Ilaria Cucchi.

A proposito di Ingroia, di certo un’alleanza con lui non avrebbe risolto il problema, ma comunque molte persone ancora oggi si chiedono perché gli abbiamo sbattuto la porta in faccia malgrado la richiesta spasmodica dello stesso Ingroia ad una alleanza a sinistra.

Invece ce l’hanno fatta, per un pelo, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, i peones Antonio Razzi e Domenico Scilipoti,  l’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini e dulcis in fundo, Casini.

A livello regionale nelle Marche il PD elegge 5 senatori, nell’Ordine Camilla Fabbri, Riccardo Nencini, Silvana Amati, Francesco Verducci,  e l’amico Mario Morgoni.

Il PdL  elegge un solo senatore (Cerioni) mentre il movimento 5stelle ne elegge addirittura 2.

Alla Camera il Pd nelle Marche elegge il vice segretario nazionale del partito Enrico Letta, che opterà appunto per le Marche, il segretario provinciale dei Democratici di Ancona, Emanuele Lodolini, Marco Marchetti, Stella Bianchi, l’ex vice sindaco di Macerata Irene Manzi, il parlamentare uscente Luciano Agostini, il renziano Piergiorgio Carrescia, l’ex assessore regionale all’agricoltura Paolo Petrini e Alessia Morani, assessore provinciale a Pesaro.

Sel elegge l’ex portavoce dell’Unhcr Laura Boldrini (che però ha scelto un’altra collocazione lasciando il posto a Laura Ricciatti). Ieri la Boldrini è stata scelta quale presidente della Camera.

Il Movimento 5 stelle conquista tre deputati: la capolista Donatella Agostinelli, attivista ambientalista di Jesi, Andrea Cecconi, infermiere pesarese, e Patrizia Terzoni, di Fabriano, dipendente dell’Ariston Thermo.

Scelta Civica per Monti elegge la campionessa di fioretto jesina Valentina Vezzali, che era candidata anche in Campania ma lì è la prima dei non eletti.

Due i seggi di appannaggio della coalizione di centrodestra, entrambi in quota Pdl, vanno ai parlamentari uscenti Simone Baldelli e Ignazio Abrignani.  Rimane fuori il terzo, il riciclato alla camera Salvatore Piscitelli, nostra vecchia conoscenza, che dichiara “tornerò a fare l’avvocato”, ma devo paventare purtroppo il pericolo che ce lo ritroveremo candidato sindaco alle prossime elezioni. Speriamo che  almeno per lui il treno della politica sia definitivamente partito ( e lui lo abbia irrimediabilmente perso).

Immediatamente dopo i risultati Bersani appare in TV ammettendo la non-vittoria e implicitamente l’ingovernabilità del paese.

Il 6 marzo si presenta alla direzione del partito proponendo un “governo di cambiamento” basato su 8 punti. La direzione del Partito gli dà carta bianca.

Le difficoltà e le ipotesi su come risolvere questa situazione di stallo si sprecano.

Il resto è un resoconto di ultima ora.

Ma come e soprattutto perché si è arrivati a questa situazione?

Alcuni punti certi mi sento di poterli proporre come base di discussione.

PUNTO PRIMO- il finanziamento pubblico

C’è stato un referendum e la maggioranza degli italiani si era espressa per l’abolizione. Come se non bastasse Grillo, anche Renzi ha rispolverato il problema facendone una sua bandiera nel corso della battaglia per le primarie. Ha colpa Renzi?  No di certo. Non ha fatto altro che ascoltare il desiderio di pulizia della base, sconcertata dall’enorme quantità di denaro pubblico fagocitata dai partiti (anche il PD) come rimborso elettorale. Noi dei circoli locali di quei soldi non abbiamo mai visto un euro ma questo, se da una parte ci solleva da responsabilità, dall’altra aumenta se possibile quella delle direzioni generali e getta benzina sul fuoco dell’antipolitica.

Potevamo promettere di abolirlo? Certamente.   Possiamo abolirlo ? certamente.                       Abbiamo credibilità su questo punto? No,  ce la siamo giocata.

SECONDO PUNTO – gli stipendi dei parlamentari

Monti ha provato a metterci mano ma i presidenti delle due camere – Schifani e Fini- gli risposero ricordandogli l’esclusiva competenza in merito dei rami del parlamento.

Soprattutto Fini fece la sua bella figura assicurando il suo impegno personale a muoversi per la riduzione degli stipendi, ma il seguito fu il nulla. Ed oggi è un pensionato di lusso. Possiamo ipotizzare che se lo aspettasse, di non essere rieletto, e allora chi glielo faceva fare a ridursi, oltre che lo stipendio, anche la pensione da parlamentare?

Ma anche noi non abbiamo brillato di iniziative. Sarebbe bastato un esempio.

Ci voleva tanto a pretendere che parlamentari e consiglieri regionali del PD versassero parte dello stipendio in un fondo per poi destinarlo, magari, al sostegno dei lavoratori in cassa integrazione o alla costruzione di asili nido nei  comuni in difficoltà? Sarebbe stato un messaggio forte, ci avrebbe attirato consensi. Ed invece niente. Eppure se tutti noi avevamo sentito le critiche che la nostra stessa base muoveva in questa direzione, come è possibile che nessuno del Direttivo Nazionale e del gruppo elettorale di lavoro di Bersani abbia previsto delle contromisure?

TERZO PUNTO- il sostegno a Monti

Su questo punto dobbiamo intenderci. Quando Monti ha preso il governo del Paese la situazione finanziaria era drammatica. Abbiamo certamente fatto bene a sostenerlo nei primi mesi, tranquillizzando i mercati e permettendo l’allontanamento da un baratro che ci stava portando velocemente verso una situazione analoga a quella della Grecia.

Quello che però i nostri stessi elettori non ci hanno perdonato è stato l’aver fatto passare decisioni come la riforma della normativa sul lavoro e sulle pensioni, che ha creato contrasto sociale e 150mila esodati, i tagli indiscriminati a sanità e scuola e soprattutto la totale assenza di politiche di sostegno alla ripresa economica.

Anche il centro destra ha appoggiato le politiche Montiane, ma è riuscito poi a ripulirsi.

Con l’usuale faccia tosta che lo contraddistingue, il Cavaliere ha attribuito ad altri responsabilità che erano prevalentemente sue, riacquistando agli occhi degli elettori una sorta di nuova verginità politica che gli ha permesso di riconquistare un pezzo dell’elettorato che aveva perduto.

Noi invece, che siamo molto meno bravi del cavaliere a sparare minchiate (perdonate la parola), siamo andati avanti a sostenere il governo criticando chi lo aveva fatto cadere anticipandone la naturale scadenza e criticando anche il Presidente della Repubblica, reo di aver accelerato troppo la procedura di nuove elezioni.  Oggi mi sento di dire che probabilmente, se avessimo aspettato anche solo una settimana, e se le dimissioni del Papa non avessero distolto l’attenzione generale dalla politica, probabilmente non saremmo arrivati primi.

QUARTO PUNTO – provincie, legge elettorale, riduzione dei parlamentari.

In altre parole, l’incapacità di essere veramente innovatori, di riuscire a raggiungere gli scopi prefissati e promessi con forza agli elettori.

La riduzione dei costi della politica l’aveva promessa già Veltroni.  L’eliminazione delle Provincie, in quest’ottica,  è rimasta come un’idea radicata nell’elettorato di centrosinistra, che l’ha interpretata come il primo passo verso la riduzione dei parlamentari, il ridimensionamento dei  consigli regionali, insomma la riduzione dei costi della politica e l’eliminazione dei privilegi della casta.  Non tutta nostra è la colpa di non essere riusciti a realizzare queste importanti  riforme, ma la base non ha più creduto nella nostra buona volontà, vedendo vacillare la nostra fiducia nella bontà di queste scelte.

Già, la base.  Il problema dei problemi.  Mai come in questi ultimi mesi il PD ha peccato di orgoglio e noi ce ne siamo accorti da tempo.  Quante volte nei direttivi, negli incontri pubblici e parlando con la gente nei gazebi e nelle manifestazioni di piazza abbiamo sentito dire e ci siamo detti che pensavamo di aver creato un partito più attento alle richieste ed alla voce della base, mentre invece ci rendevamo conto di quanto poco eravamo ascoltati?

La forza del PD è nella sua base, ci dicevamo, e in quell’eccezionale strumento democratico che sono le primarie.  Senza nulla togliere all’eccezionale strumento,  mancava e manca tutto il resto. Manca cioè la volontà di ascoltare veramente la base, e di approntare quegli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione per estendere le capacità del partito di ascoltare  e rendere partecipi gli elettori delle decisioni rimaste per troppo tempo di esclusiva competenza degli organi centrali.

Il voto degli elettori, anche dei nostri elettori,  così è andato in un’altra direzione:  Grillo ha promesso un movimento democratico basato sul “uno vale uno”,  ovvero voi valete e io ve ne do merito, ascolterò quello che avete da dirmi e il movimento se ne farà portavoce in parlamento. Quanto sembrano false quelle promesse oggi!  A pochi giorni dal voto è evidente che nel movimento 5stelle la democrazia e la volontà popolare è un miraggio, una bugia.

Ma torniamo a noi. Con sorpresa abbiamo appreso che la direzione nazionale del PD ha promosso in fretta e furia delle “assembleee di ascolto”  per la discussione degli otto punti di governo, ed addirittura una sorta di discussione online sul sito del PD nazionale. La interpretiamo come un primo passo di maggiore attenzione verso la volontà popolare, comunque tardiva, ma la direzione è quella giusta. Forse ci stiamo svegliando.

QUINTO PUNTO- il rinnovamento

Ho voluto porre questo punto come uno degli elementi base della discussione assembleare di oggi.

Ripensando agli ultimi mesi, abbiamo molti rimpianti. Il nostro è un partito a base popolare, che vuole farsi portavoce delle esigenze dei lavoratori, delle categorie sociali più deboli, delle esigenze di vita quotidiana. Proprio grazie a questo abbiamo raccolto l’ampio consenso di cui godiamo anche oggi.  Ebbene ci si chiede da tempo un profondo rinnovamento, ma abbiamo chiuso occhi e orecchie arroccandoci su posizioni che hanno allontanato il consenso.

Ci si chiede non solo di non candidare i  “soliti noti”, ma anche di mutare radicalmente i quadri dirigenziali di partito.  Certo, gli elettori affezionati del PD hanno a cuore personaggi come la Finocchiaro, la Bindi o lo stesso Dalema, ma la loro presenza mette il partito in una posizione di stallo, non cresciamo ed abbiamo soprattutto dato l’idea che il partito è sempre e comunque in mano alle solite facce, protagonisti politici da decenni che, secondo i detrattori, hanno fallito.

Oggi, ma ripeto oggi, portavoce di questa profonda esigenza di rinnovamento è Renzi, ma l’esigenza c’è,  è reale e prescinde dalle persone.  Quando negli ultimi giorni di campagna elettorale sul palco è apparso Prodi, il partito si è tacitato per ascoltarlo ma la gente comune da lontano ha urlato “…. ancora?”

Renzi non accetterà di mettersi alla guida di un carro trainato da buoi che non controlla.  Vorrà metterci i suoi, di buoi, per guidarli come vuole lui verso la direzione decisa da lui, come farebbe chiunque. E’ sintomatica la sua partecipazione alla direzione del PD il 6 marzo. Ad esporre gli otto punti ed a parlare sulle ragioni del no all’accordo con il Pdl, oltre a Franceschini, Bersani, Dalema e la Bindi.  Renzi se ne va senza rilasciare dichiarazioni. Più chiaro di così….

E noi, a Porto Recanati?  Il Movimento 5 stelle è il primo partito.
Dovremo tenerlo in debito conto per le prossime elezioni amministrative. Forse anche a Porto Recanati il movimento vorrà porsi come un outsider, rinunciando a creare alleanze con gli altri partiti e, in particolare, con il Partito democratico.
Dovremo discuterne. A breve dunque organizzeremo un’altra assemblea su questo argomento.

Incontro pubblico a Porto Recanati con i candidati alle Elezioni Politiche

incontro a tre venerdìAd un mese dalle Elezioni Politiche del 24 e 25 Febbraio prossimo, arrivano a Porto Recanati per un incontro pubblico i candidati alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica della Provincia di Macerata: Irene Manzi, Andrea Marinelli, e Mario Morgoni.

Appuntamento VENERDI’ 25 GENNAIO alle ore 21 alla Sala Biagetti.

Vi aspettiamo, per l’Italia giusta!

Il PD è al lavoro per il futuro. Comunicato congiunto UPP – PD – SEL – IDV – PSI – RC.

Giovedì scorso, 17 gennaio 2013, i rappresentanti di Uniti per Porto Recanati, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, Socialisti, e Rifondazione comunista, hanno avviato le consultazioni per riunire la coalizione di centro -sinistra per le prossime elezioni amministrative.

Durante l’incontro si e’ tenuto un dialogo proficuo per stabilire le modalità per l’individuazione e la scelta del candidato sindaco e della lista. Tutti i partiti hanno concordato sulla necessità di non disperdere il contributo umano e di esperienza politica rappresentata da “Uniti per Porto Recanati”, guidata dal capogruppo Lorenzo Riccetti, il quale ha accettato di valutare la proposta di una sua candidatura a sindaco, mettendosi a disposizione e dichiarandosi disponibile a qualunque collaborazione i partiti vorranno richiedergli.

Riccetti ha comunque richiesto che non venga dispersa l’importante risorsa rappresentata da tutto il gruppo consiliare, specialmente per l’esperienza accumulata in questi anni di attività politica e amministrativa.

L’incontro tra i suddetti partiti e’ stato il primo di un percorso teso ad allargare la partecipazione ed il consenso ad altre realtà politiche e sociali della città, alcune delle quali hanno già collaborato attivamente con i partiti e con i consiglieri di minoranza nella presente legislatura. I partiti intervenuti hanno risposto positivamente.

In ogni caso le rispettive posizioni saranno definite nel corso dei prossimi incontri.

Concludiamo con il precisare, in seguito a quanto apparso nei giorni scorsi sugli organi di stampa locale, che eventuali notizie di accordi politici con partiti o movimenti non appartenenti all’area di centro sinistra saranno da considerarsi non veritieri se non risultanti da comunicati stampa ufficiali sottoscritti dai referenti locali.

A firma dei coordinatori Upp – PD – SEL – IDV – PSI – RC

E’ NATO ANCHE A PORTO RECANATI UN COMITATO A SOSTEGNO DI PIER LUIGI BERSANI

Si è costituito a Porto Recanati il comitato a sostegno della candidatura di Pier Luigi Bersani alle elezioni primarie che si terranno il 25 novembre prossimo per la scelta del candidato premier della coalizione di centrosinistra.

L’Italia vive un momento storico segnato da profonde e gravi difficoltà economiche e politiche e una crisi del lavoro e dell’intero sistema Paese, determinato dal nefasto ventennio berlusconiano che ci ha portato “fuori strada”.

La credibilità dell’azione politica, la trasparenza, la capacità amministrativa e l’onestà del gruppo dirigente sono diventati degli “optional”.

Ai primi posti per burocrazia e corruzione, nell’ultimo periodo abbiamo assistito al dilagare dell’antipolitica e all’affermazione di proposte demagogiche e populiste, con un serio rischio per la democrazia.

Noi crediamo che il segretario del Partito Democratico sia la persona giusta per ricondurre il nostro Paese sulla “via maestra” per la sua capacità di dialogo, per la competenza amministrativa che ha dimostrato come Presidente della Regione Emilia Romagna prima e come Ministro poi; per la credibilità e la fiducia di cui gode in ambito internazionale, per la sua onestà intellettuale.

Le priorità fissate nel suo programma sono il lavoro, la ricerca, la scuola e la formazione.

Di questo hanno bisogno le giovani generazioni per riuscire ad essere padroni della loro vita e costruire il futuro loro e dell’Italia.

Il rinnovamento che viene richiesto da più parti in realtà è già in atto, ed è stato promosso proprio dalla sua segreteria.

Non è questo il tempo dell’”io” o dell’ambizione personale, è il momento del “noi”, del lavorare insieme per il bene comune e per l’Italia.

Con Pier Luigi Bersani.

 

Per aderire al Comitato contattare i numeri 339 7296060 (Eleonora Tiseni) o 338 9224957 (Silvano Senigagliesi), oppure inviare una mail a pdportorecanati@gmail.com.

 

Hanno già aderito:

Maria Grazia Pantone                                                                 Giovanni Sampaolesi

Pier Luigi Maggini                                                                          Antonio Bartolo

Eleonora Tiseni                                                                               Francesco Stefanelli

Silvano Senigagliesi                                                                      Lorenzo Gabrielli

Maria Teresa Cabiati                                                                    Antonio Mancinelli

Sandro Bufarini                                                                                              Eugenio Frittella

Domenico Frugis

 

LA CASA DELL’ACQUA E’ DEL PD

Era il dicembre 2010 quando il Partito Democratico, su proposta di un proprio membro, l’ Avv. Sichetti, e tramite i consiglieri Riccetti, Pantone, Paccamiccio, Zoppi e Giri, presentava la mozione per l’installazione della Casa dell’Acqua.

Il progetto rientrava nel programma elettorale della lista civica “Uniti per Porto Recanati” tra i punti finalizzati all’introduzione della “cultura dell’acqua come bene pubblico” .

Oggi finalmente la CASA dell’ACQUA è una realtà, e verrà inaugurata il 26 maggio presso il parcheggio Nazario Sauro.

L’iniziativa rappresenta un passo molto importante per il rispetto dell’ambiente, e gioverà anche alle casse delle famiglie porto recanatesi. I cittadini, infatti, potranno riutilizzare i contenitori per imbottigliare l’acqua, e potranno risparmiare per l’acquisto di acqua minerale in bottiglia.

Il PD locale – unitamente al gruppo consiliare – ritiene di aver contribuito in modo determinante al raggiungimento di un risultato positivo a favore di tutta la cittadinanza, e ne rivendica con orgoglio la paternità.

Invitiamo quindi la cittadinanza all’inaugurazione che si terrà domani alle 18,30 presso il parcheggio Nazario Sauro- Viale Gramsci.

Inoltre, chi desidera visionare la mozione integrale proposta dai Consiglieri del Gruppo di UPP può trovarla  nell’Archivio del sito PD Porto Recanati, https://pdportorecanati.wordpress.com, in “dicembre 2010”.

Le disposizioni per l’utilizzo della Casa dell’Acqua sono pubblicate nel sito del Comune di Porto Recanati (ordinanza 114/2012).

PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

CAPACI VENT’ANNI DOPO.

Il 23 maggio 2012 si celebrerà il ventennale della strage di Capaci, dove persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un evento che non dobbiamo e non possiamo dimenticare.

Il 23 maggio 1992 è una data che ha segnato l’Italia e la storia. Giovanni Falcone e sua moglie Francesca erano attesi da tre auto che li aspettavano. Una Croma marrone, una Croma bianca, una Croma azzurra.  E’ la loro scorta. Una squadra affiatatissima che aveva il compito di sorvegliare Falcone dopo il fallito attentato del 1989 davanti la villa del magistrato, sul litorale dell’Addaura.

Alle ore 17,59 le auto attraversano l’autostrada Trapani-Palermo.  E’ lì che è stato organizzato  “l’attentatuni”, dove scoppia la bomba. Investita dall’esplosione, la Croma marrone è distrutta. La Croma bianca è anch’essa molto danneggiata, si salverà Giuseppe Costanza che sedeva sui sedili posteriori. La terza, quella azzurra, è un ammasso di lamiera ma dentro i tre agenti sono vivi, anche se seriamente feriti, come altri venti uomini e donne che erano dentro le auto che passavano in quel momento fra  lo svincolo di Capaci e Isola delle Femmine.

Falcone aveva detto: “si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.” E’ stato un lucido profeta della sua morte.

L’evento di mercoledì 23 maggio prossimo racchiuderà anche l’attentato di sabato scorso alla scuola Morvillo–Falcone di Brindisi, dove è rimasta uccisa una ragazza di Mesagne, Melissa Bassi, e ferite gravemente altre cinque studentesse. Due episodi che hanno per collegamento il nome del magistrato e della moglie, rimasti uccisi sull’autostrada A29, gli stessi nomi che hanno dato il nome all’istituto superiore brindisino.

“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine”, disse Falcone. A quanto pare, non è ancora finita. E’ compito nostro, dei cittadini di buona volontà, aiutare perché questo cancro finisca presto. Intanto, cerchiamo di non dimenticare.

IL CINQUANTESIMO CADUTO

Fob Ice è uno dei più pericolosi avamposti italiani in Afghanistan.

Ieri, verso le ore 18 locali, tre bombe di mortaio sono esplose all’interno del ristretto perimetro occupato dai nostri militari uccidendo Michele Silvestri, sergente del 21° Genio Guastatori di Caserta.

Nell’attacco sono rimasti feriti cinque suoi commilitoni del primo reggimento Bersaglieri, tra i quali c’è anche una donna, la volontaria di truppa Monica Graziano, che è in gravi condizioni.

Il sergente Silvestri aveva 33 anni, era sposato e padre di un bimbo.

All’interno di quella stessa base il 31 dicembre 2010 un proiettile aveva ucciso l’alpino Matteo Miotto.

Il presidente Giorgio Napolitano ha subito diffuso un comunicato in cui si dichiara commosso per la morte del militare e il ferimento dei cinque soldati colpiti mentre «assolvevano con onore il proprio compito».

Oggi le perdite perla Paceela Democraziahanno toccato la soglia della cinquantesima vittima che il contingente italiano ha  dovuto pagare in Afghanistan dal 2004.

Il Partito Democratico di Porto Recanati esprime vicinanza alle famiglie delle vittime di questa guerra per la pace, augurandosi che finisca presto e che nessun genitore di questi coraggiosi figli dell’Italia debba più piangerne la morte.

Mai più.

                          

 IL PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

Caro IDV: siamo d’accordo.

Abbiamo letto con stupore l’articolo del Corriere di lunedì in cui si paventava un attacco dell’IDV al Partito Democratico.

L’articolo  affermava che, del PD, l’Italia dei Valori sembrava  “…non fidarsi troppo”.

Poi abbiamo letto il comunicato originale (affisso nella bacheca dell’IDV) e ci siamo resi conto che non solo non c’era alcun attacco,  ma che addirittura l’Italia dei Valori riproponeva valori e battaglie che il Partito Democratico ha sempre difeso e combattuto. Il resto era un aggiunta del giornalista.

L’IDV afferma che è il voto del sindaco che tiene in piedi la maggioranza e che, pertanto, la maggioranza a sostegno del sindaco non c’è più.

Come non essere concordi?  Pur non arrivando a chiedere dimissioni (che non servono a nulla, ma figurati se la signora si dimette…), il PD rivendica di far parte attiva di questa opposizione e di aver condotto in questi anni una azione fattiva assieme a Uniti Per Porto Recanati.  Gli assessori e i consiglieri che sono usciti dalla maggioranza e che sono adesso all’opposizione dimostrano il fallimento della politica “ubaldiana” ( e della Destra) e del suo sistema di governo. Dobbiamo necessariamente trovare un’alternativa.

L’IDV afferma anche che sulla sicurezza la Ubaldi ha “toppato”.

La politica della sicurezza dell’amministrazione Ubaldi è certamente fallimentare, visti i risultati. Forse avere spostato la caserma in un luogo più vicino al famigerato Hotel House ha fatto diminuire gli episodi criminali in paese? A leggere le cronache dei giornali non sembra proprio. E dove sono le famose telecamere che dovevano garantire la sorveglianza costante di punti nevralgici del territorio?  Le stiamo ancora aspettando, da quasi quindici anni.

Infine l’IDV  si “accorge”  che il territorio di Porto Recanati è eccessivamente cementificato, sia sulle sponde del fiume, sia sulla costa.

Non solo non si può non essere concordi anche su questo ma, a ben vedere, possiamo rispondere:  caro IDV, ti sei dimenticato tutto il resto del territorio.  Siamo pieni di cantieri aperti e negli ultimi quindici anni l’unica politica che è riuscita bene a  tutte le amministrazioni di centro –destra è stata quella di moltiplicare i metri cubi di cemento sul territorio.

E di questo la responsabilità è stata anche (e soprattutto) dell’assessore – vicesindaco-sindaco Ubaldi (a seconda dei vari incarichi ricoperti nelle ultime tre legislature).

Dunque abbiamo appurato che tra PD e IDV c’è concordia sui mali che affliggono il paese.

Ma noi del Partito Democratico queste posizioni le abbiamo sostenute da molto tempo, con comunicati che abbiamo esposto sulla bacheca e inviato ai giornali (che spesso non si ricordano di pubblicarceli)

Il PD è pronto ad aumentare le possibilità di incontro e di confronto con tutti i partiti e associazioni di Porto Recanati, per verificare se ci sono le possibilità di trovare, assieme a loro, un’alternativa credibile.

Noi pensiamo di averla, ma nella politica delle alleanze contano i pareri di tutti.

Nel  frattempo – e assieme – possiamo aiutare attivamente il nostro gruppo di opposizione, nel quale è entrato Maggini, a seguito delle dimissioni del consigliere Giri.

Maggini fa parte del Direttivo locale del Partito Democratico.

Cogliamo l’occasione per fargli i migliori auguri. Siamo certi che darà un aiuto consistente a Lorenzo Riccetti e a tutti i consiglieri del gruppo di UP

 

IL PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

Sole sprecato

A novembre è partita una campagna pubblicitaria per la realizzazione di tetti fotovoltaici in comodato d’uso, rivolta a privati ed aziende. Un privato che disponesse di un tetto ben esposto potrebbe avvantaggiarsene senza tirare fuori un euro. Probabilmente un po’ esagerano ma la sostanza rimane.

Allora  ci siamo chiesti come mai la nostra Amministrazione comunale, così bisognosa di fondi e prodiga di concessioni edilizie (per gli oneri di urbanizzazione) non avesse mai fatto niente per approfittare della situazione di mercato. D’altronde è grazie al sole (estivo) che si muove gran parte dell’economia cittadina. Perchè non sfruttarlo tutto l’anno?

Prima facciamo due conti: di quanti metri quadri di tetto “ben esposto” dispone il Comune?

Faremo richiesta, ma intanto chiunque disponga di un personal computer e accesso ad internet può farsi un’idea. Basta usare Google Earth (programma gratuito) e un foglio elettronico.

Google Earth permette la visione dall’alto della terra. Basta posizionarsi sopra Porto Recanati e usare lo strumento righello per  misurare i lati degli edifici pubblici per calcolare la superficie.

I principali edifici sono il complesso scolastico Enrico Medi, le vecchie scuole elementari Diaz (inclusa la palestra), il mercatino della frutta, il mercato ittico, il cinema Kursaal, la rimessa degli autoveicoli.

Il sistema è certamente impreciso, ma vengono fuori quasi 6.000 metri quadri. Mettiamo di utilizzarne un 70% e abbiamo 4.000 mq utili. Ogni 8 metri quadrati si ottengono 1 Kwh di potenza di picco. Avremo quindi 500 Kwh, mezzo Megawatt. E abbiamo lasciato fuori i parcheggi.

Quale è il fabbisogno degli edifici interessati?

Probabilmente molto inferiore: chiederemo i dati. Così sapremo quanto spendiamo per quanti metri quadri per quante ore al giorno. Visto che paghiamo le tasse anche per le relative bollette crediamo proprio che sia dovere degli amministratori e nostro diritto tenerci aggiornati sui consumi visto che di risparmi non se ne parla.

Rimane però aperta la domanda principale: quali sono gli ostacoli per l’utilizzo di queste risorse?

Porto Recanati, 15 novembre 2011                              Il Direttivo PD

GIOVANNI BRANDONI IN PROVINCIA PER IL PD!

Ieri pomeriggio, la sede locale del Partito democratico ha ospitato la presentazione del candidato al consiglio provinciale Giovanni Brandoni, segretario del circolo cittadino.

All’incontro, al quale anno partecipato numerosi iscritti e simpatizzanti, erano presenti l’On. Mario Cavallaro –  che ancora una volta si è dimostrato attento e vicino alla nostra realtà –  il consigliere comunale del PD Grazia Pantone, e il capogruppo di “Uniti per Porto Recanati” Lorenzo Riccetti.

Nell’intervento di apertura, il parlamentare ha delineato il quadro della situazione politica nazionale – sottolineando la deriva antidemocratica e incostituzionale dell’azione del governo Berlusconi – ha posto l’accento sui risultati che sta ottenendo il governo regionale, che vede il PD alleato con l’UDC e l’IDV, e ha spiegato le ragioni politiche e programmatiche della proposizione del “modello Regione Marche” per la competizione elettorale del prossimo maggio, che vede il PD appoggiare il candidato Presidente Antonio Pettinari.

Il candidato del partito democratico Giovanni Brandoni – dirigente scolastico 44enne – nel suo intervento di presentazione ha posto l’accento sui temi che dovrebbero essere prioritari nell’agenda di chi amministra la nostra realtà territoriale: il lavoro, la scuola, i servizi sociali, la giustizia, che hanno subìto in quest’ultimo periodo tagli insostenibili, che immobilizzano il Paese e rendono impossibile la ripresa economica e uno sviluppo sociale all’altezza delle sfide del presente e del futuro, in particolare per i giovani.

“E’ assolutamente necessario reperire e mettere in campo le risorse necessarie alle riforme di cui abbiamo bisogno”, ha sostenuto con forza Brandoni, che ha concluso invitando tutti al massimo impegno a sostenere il programma e il candidato Presidente Pettinari, e a spendersi per raggiungere l’importante e possibile obiettivo di portare la voce dei porto recanatesi nel governo della nostra provincia.

PARTITO DEMOCRATICO PORTO RECANATI

PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA. LE PROPOSTE DEL PD PER MIGLIORARE LA CONDIZIONE FEMMINILE.

Gli studi più recenti degli organismi internazionali rilevano che il sostegno alla partecipazione al lavoro delle donne è fondamentale non solo per lo sviluppo economico e la competitività, ma anche per la crescita civile e democratica dei Paesi.

Risulta che oggi nei paesi avanzati, a differenza di quanto avveniva in passato, se le donne hanno meno opportunità di occupazione fanno meno figli.

Il Partito democratico ha presentato diverse Proposte di legge per estendere gli ammortizzatori sociali anche al personale precario, così come il diritto alla maternità e ai congedi parentali.

Tutte iniziative bocciate dal Governo che si è limitato soltanto a misure una tantum e per una platea ristretta di lavoratori.

 

b) Misure incentivanti rivolte alle imprese

Misure finalizzate a sostenere il reddito delle lavoratrici

 Il Collegato lavoro, all’art. 24, ridefinisce il diritto ad usufruire dei permessi retribuiti, previsti dalla legge 104 del 1992. Ancora una volta i diritti – in questo caso proprio dei più deboli – vengono visti come un vincolo e un costo da eliminare. L’opposizione del nostro gruppo è stata fortissima al punto che si è riusciti a limitare l’intervento del Governo, prevedendo, che i genitori di figli disabili possano, alternativamente, usufruire dei permessi, permettendo dunque che padre e madre possano alternarsi nella cura del figlio.

Il sostegno alla maternità è un pilastro fondamentale delle politiche del Pd per l’occupazione femminile: il riconoscimento dell’indennità di maternità come diritto di cittadinanza, con copertura pari al 100% della retribuzione, relativo finanziamento a carico della fiscalità generale ed estensione a tutte le forme di lavoro.

Ad esso si affiancano:

introduzione di una detrazione fiscale per il reddito da lavoro delle donne in nuclei famigliari con figli minori;

l’incentivazione fiscale e sostegno della flessibilità oraria e del part time (reversibile e volontario);

la copertura con contributi figurativi dei periodi di interruzione del lavoro correlati ad impegni di cura;

l’assegno universale per i figli (3.000 euro per figli da 0 a 3 anni in sede di prima applicazione, riproporzionato al reddito) e il potenziamento della rete di servizi per l’infanzia;

l’incremento dell’indennità per il congedo parentale facoltativo, incentivato per gli uomini, e il congedo di paternità obbligatorio favoriscono la conciliazione della scelta di maternità con il mantenimento dell’occupazione;

il sostegno pubblico all’assistenza ai non autosufficienti sostiene la famiglia in compiti di cura gravosi che oggi ricadono soprattutto sulle donne.

Misure incentivanti rivolte alle imprese

Le misure di riforma fiscale mirate a sostenere i redditi da lavoro più bassi (1° aliquota IRPEF 20%) favoriscono in primo luogo, oltre ai giovani, le lavoratrici e, per il loro tramite, le famiglie: le sacche di povertà maggiori si annidano, infatti, nei nuclei monogenitoriali e nelle famiglie numerose con un solo reddito (quello maschile) disponibile.  

In particolare abbiamo proposto:

 (fiscalizzazione per 1 anno degli oneri sociali) che assumono donne che riprendano l’attività lavorativa dopo periodi dedicati alla cura.

 ed alla capitalizzazione per le nuove imprese femminili.

La nostra proposta di legge di promuovere l’eguaglianza di genere all’interno degli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate e delle società a prevalente partecipazione pubblica è stata prima accolta favorevolmente alla Camera poi purtroppo però al Senato il Governo, ha presentato degli emendamenti che spostano l’effettiva applicazione di una quota riservata per legge alle donne al 2021!!

 

Ma più in generale, il Pd propone una cultura della prevenzione e dell’assistenza. Perché parlare di diritti umani, significa soprattutto parlare di diritti delle donne. L’approvazione della legge sullo stalking, promossa dal PD, rappresenta un indiscutibile passo in avanti, ma rimane del tutto insufficiente se a questo non si accompagna una cultura della prevenzione e dell’assistenza.

Riqualificazione e rifinanziamento del Fondo nazionale per l’imprenditoria femminile e potenziamento della formazione professionale delle lavoratrici autonome.

Azioni di facilitazione e sostegno al credito

Credito di imposta per le imprese che assumono donne nelle aree del mezzogiorno.

Incentivi ai datori di lavoro

Le politiche fiscali specificamente mirate a favorire l’occupazione delle donne si esercitano su due fronti:

a) Misure finalizzate a sostenere il reddito delle lavoratrici:

DIFESA DELLA COSTA: QUALI SCELTE PER PORTO RECANATI?

Dopo l’ottima e riuscita iniziativa sulla sicurezza, continuano gli incontri del Partito Democratico di Porto Recanati con la cittadinanza sui temi che più coinvolgono la nostra realtà.

Venerdì 11 Febbraio parleremo di difesa della costa e degli interventi per affrontare concretamente e compiutamente l’annosa questione con il segretario del PD di Porto Recanati Giovanni Brandoni, l’ex Assessore regionale Gianluca Carrabs e gli Assessori regionali Sara Giannini e Sandro Donati.

L’appuntamento, coordinato dal Consigliere comunale PD Grazia Pantone, è per le 21 presso la Sala Biagetti, Castello Svevo.

Vi aspettiamo.

PORTO RECANATI CITTA’ SICURA? INCONTRO PUBBLICO DEL PD SUL TEMA SICUREZZA.

 
Il Partito Democratico di Porto Recanati ha organizzato un incontro pubblico sulla sicurezza finalizzato ad esporre le nostre proposte in materia.
 
L’evento avrà luogo VENERDI’ 4 FEBBRAIO alle ore 21 presso la Sala Biagetti della Biblioteca comunale, Castello Svevo, Porto Recanati.
 
Interverranno:
 
M. Grazia Pantone, Consigliere comunale PD
 
Romeo Renis, Responsabile Sicurezza PD Marche
 
On. Marco Minniti, Commissione Affari Costituzionali della Camera e già Vice Ministro dell’Interno.
 
Coordinerà , Segretario PD Porto Recanati.
 
Vi aspettiamo numerosi,
 
PD Porto Recanati.

IL PD E LA MINORANZA ESCLUSI DALL’INCONTRO CON MANTOVANO

Il giorno 17 gennaio a Porto Recanati è arrivato il sottosegretario dell’Interno Alfredo Mantovano a sostegno di Porto Recanati in materia di sicurezza. Il governo garantisce che non lascerà soli i cittadini di fronte alla criminalità.

L’assessore Leonardi, il Sindaco e il senatore Piscitelli ne escono rinfrancati: ci sarà il Patto con il paese contro la criminalità.  In che cosa consista poi questo patto, nessuno lo può dire.

Tanto meno lo possono dire i Consiglieri di minoranza esclusi dall’incontro. E, cosa più grave, non lo può dire nemmeno il PD, il più grande partito di centro sinistra di Porto Recanati, con il quale è arrivato il momento che il Sindaco cominci a dialogare.

Infatti il Sindaco sig.ra Ubaldi non ha permesso a nessuno di loro di partecipare all’incontro.

GLI HA CHIUSO LA PORTA IN FACCIA.  Come se un problema tanto importante fosse di esclusiva competenza di una sola parte politica.

Forse non li volevano tra i piedi perché Mantovano avrebbe potuto fare un confronto tra le idee che ha il centro sinistra in materia di sicurezza e la pochezza dell’attuale amministrazione.

Il Governo ci darà una mano ?   Può darsi, ce lo auguriamo, ma noi, intanto, che facciamo?

Aiutati che Dio t’aiuta, dice un proverbio, ma a quanto pare questa amministrazione, sul versante della sicurezza, dell’ordine e del contrasto alla illegalità ha gettato la spugna prima ancora di iniziare a lottare.  Ed esclude chi vorrebbe darsi da fare e contribuire per il bene di Porto Recanati.

Questa amministrazione perde ancora una volta l’opportunità di affrontare il problema in modo coordinato, dialogando con l’opposizione.

Vuole insomma l’esclusiva responsabilità della pericolosa deriva assunta dal nostro paese.

Ed intanto, alle promesse ed agli slogan (elettorali) della Ubaldi segue un’unica certezza: che l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri “slitta” ancora e viene posticipata a data da destinarsi  per “motivi organizzativi” (la notizia pubblicata dal Corriere Adriatico).

Nessuno si illuda. Questa amministrazione non è neanche in grado di parlare e confrontarsi con gli altri, come può pensare di risolvere i problemi dei cittadini?

E’ ACQUAROLI A FARE DEMAGOGIA.

Il Partito Democratico accoglie con stupore l’intervento di Francesco Acquaroli sulle questioni di Porto Recanati. L’Assessore Leonardi non era forse in grado di risponderci in prima persona?

L’intervento del consigliere regionale non ha nessuna ragione d’essere e dimostra poca conoscenza della situazione in cui versa Porto Recanati e dei suoi problemi in termini di sicurezza.

La giunta Fabbracci prima e Ubaldi poi, da oltre dieci anni hanno fatto della sicurezza il loro cavallo di battaglia elettorale e politico e l’elettorato di centro destra, che si aspettava un qualche intervento sul fronte dell’immigrazione e della criminalità, è estremamente insoddisfatto dell’operato dell’amministrazione. Su questo fronte inoltre il silenzio del consigliere della Lega Nord Fiaschetti è addirittura assordante.

Sono trascorsi già quasi due anni da quando l’assessore Leonardi dichiarava che a Porto Recanati sarebbe partito un progetto per l’installazione di telecamere di sorveglianza (che da anni la destra promette ma non realizza) e per ora non sono state ancora installate. Nel nostro Comune, arrivato a quota 13 mila abitanti, non disponiamo nemmeno di una succursale di un Commissariato di Polizia, e se la costruzione della nuova Caserma dei Carabinieri, che la cittadinanza aspetta da anni, fosse stata terminata nei tempi promessi, probabilmente anche il contingente dei militari oggi sarebbe superiore.

Sarebbe bastato veramente poco per poter dire che si è fatto qualcosa: anche solo aumentare l’illuminazione in certe vie del centro e della periferia, ma niente, e la sensazione dei cittadini è quella di essere lasciati a se stessi.

Dopo quarant’anni di sostanziale tranquillità, due omicidi in due mesi a noi sembrano veramente troppo.

Il centro destra vuole farci intendere che la concentrazione di criminalità in alcune zone del territorio porto recanatese non è un problema.  Forse il consigliere Acquaroli dovrebbe venire a farsi un giro da queste parti d’inverno, magari in Via Salvo d’Acquisto dopo cena.

Intanto continuiamo a chiedere le dimissioni dell’Assessore Leonardi, perché, a nostro avviso, le sue responsabilità politiche sono evidenti. Per noi investire sulla sicurezza significa ben altro: previsione in bilancio di fondi per aumentare l’organico della Polizia municipale (importante presidio del territorio cui va tutta la nostra vicinanza), ultimazione dei lavori della caserma in tempi rapidi, illuminazione delle vie centrali e non di Porto Recanati, passaggi pedonali luminosi, telecamere posizionate nei punti nevralgici del Paese da dieci anni or sono, piano del traffico e della mobilità urbana che Porto Recanati non ha mai avuto. 

Finora si è investito principalmente su iniziative ludico-turistico che a detta dell’Amministrazione avrebbe garantito un ritorno d’immagine del Paese. Secondo noi l’obiettivo è stato mancato perché, in contemporanea, era ed è quanto mai indispensabile investire sulla sicurezza.

  Il PD continuerà ad evidenziare anche tutte le problematiche che l’immigrazione clandestina e l’illegalità stanno creando alla sicurezza dei cittadini, rilevando le responsabilità politiche dell’amministrazione, sollevando le coscienze dei porto recanatesi ed insistendo affinché si intraprendano le iniziative promesse.

UN COLPO AL CUORE DELLA NOSTRA CITTA’

Un uomo muore freddato da un colpo di pistola all’interno di un bar, in pieno centro, in un’ora in cui la vita di una cittadina è ancora viva e le persone popolano le strade e i negozi.

Fatti come questo, che eravamo abituati a leggere a proposito del Bronx o del Far West, oggi ci parlano di Porto Recanati.

La morte a mano armata è arrivata a colpire il cuore della nostra città, che per l’ennesima volta viene sbattuta sulle prime pagine dei giornali locali e delle cronache nazionali per un episodio di criminalità.

E’ l’ennesima prova del fallimento della politica sulla sicurezza di chi ci amministra, che fece proprio della “S” di sicurezza uno dei pilastri della campagna elettorale.

Mai come stamattina quella “S” è sbiadita: le telecamere promesse per aumentare la vigilanza e il controllo sui punti nevralgici del territorio comunale che si possono considerare come siti sensibili sotto il profilo dell’ordine pubblico, sono state solo annunciate ma non ancora realizzate.

Crediamo che in quanto priorità assoluta avrebbero dovuto essere poste in essere nei primi mesi di lavoro dalla Giunta Ubaldi, almeno nel corso del primo anno di governo.

Crediamo altresì che chi ad oggi ha dimostrato di saper utilizzare parole come sicurezza e ordine solo come bandiere di partito, riducendole a scatole vuote, debba assumersi le proprie responsabilità e fare un passo indietro rimettendo le deleghe nelle mani del Sindaco.

Inoltre, pur ringraziando la polizia municipale per essere presente e attiva sul territorio nonostante soffra l’insufficienza di uomini e risorse causata anche dai tagli del governo centrale, crediamo non sia più rimandabile investire sul suo organico e sugli strumenti a disposizione per far fronte alle complesse problematiche di sicurezza e integrazione proprie della nostra cittadina.

Constatiamo infine che il contingente dei Carabinieri presente sul territorio è insufficiente. Il suo aumento dipende dalla realizzazione della nuova caserma. Crediamo che i ritardi nella sua realizzazione debbano essere giustificati alla cittadinanza

PARTITO DEMOCRATICO PORTO RECANATI

COMUNICATO STAMPA SULLA MOZIONE PER LA CREAZIONE DI UNA CASA DELL’ACQUA A PORTO RECANATI PROMOSSA DAL PD

Il gruppo consiliare “UNITI PER PORTO RECANATI” ha depositato in questi giorni una mozione per impegnare la Giunta comunale ad avviare, di concerto con il gestore del servizio, Astea spa, come già posto in essere da Comuni limitrofi serviti dallo stesso gestore, l’iter per la realizzazione di fontane pubbliche e/o di una Casa dell’Acqua per l’erogazione di acqua pubblica.

Promotore della mozione il consiglio direttivo del PARTITO DEMOCRATICO.

“L’obiettivo fondamentale di tale progetto è di introdurre tra la cittadinanza la cultura dell’acqua come bene pubblico.

L’iniziativa, inoltre, rappresenta un passo molto importante per il rispetto dell’ambiente per via dei minori rifiuti costituiti dalle bottiglie di plastica dell’acqua e viene incontro alle famiglie portorecanatesi in quanto consente di risparmiare per l’acquisto di acqua minerale.

I minori rifiuti potranno consentire, nel lungo periodo, anche un risparmio per ciò che concerne la tassa comunale sullo smaltimenti dei rifiuti a carico delle famiglie che peraltro, a partire dall’anno d’imposta 2010, ha registrato un aumento del 10% rispetto al 2009.

Auspichiamo che la Giunta Comunale si dimostri sensibile al progetto presentato così come avvenuto in Comuni vicino al nostro tra cui Osimo, Recanati e Loreto”.

 PER IL PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI  

M.Grazia Pantone (consigliere comunale PD-GRUPPO CONSILIARE UPP)

N.B. Il testo della mozione nel post qui sotto.

MOZIONE PROMOSSA DAL PD PER LA CREAZIONE DI UNA CASA DELL’ACQUA A PORTO RECANATI

MOZIONE

A firma dei consiglieri Riccetti, Pantone, Paccamiccio, Zoppi, Giri

INSTALLAZIONE CASA DELL’ACQUA

Premesso che:

-Il progetto per l’ installazione di fontane pubbliche e/o per la creazione di una “Casa dell’acqua” fa parte dei punti programmatici compresi nel programma elettorale della lista civica “Uniti per Porto Recanati” ;  

-L’obiettivo fondamentale di questo progetto è di introdurre tra la cittadinanza “la cultura dell’acqua come bene pubblico” , valorizzando di conseguenza l’acqua del nostro acquedotto;   

-Nel corso dello svolgimento di una seduta consiliare, coerentemente con il programma di governo proposto agli elettori, questo gruppo aveva già avanzato al Sig. Sindaco, oralmente, la richiesta di installazione di fontane pubbliche;

 Ritenuto che:

– L’iniziativa rappresenta un passo molto importante per il rispetto dell’ambiente per via dei minori rifiuti costituiti dalle bottiglie di plastica in quanto i cittadini potranno riutilizzare i contenitori per imbottigliare l’acqua;  

-Il progetto di una “Casa dell’Acqua” viene incontro alle famiglie portorecanatesi poiché consente di risparmiare per l’acquisto di acqua minerale in bottiglia;

-I minori rifiuti potranno consentire, nel lungo periodo, anche un risparmio per ciò che concerne la tassa comunale sullo smaltimenti dei rifiuti che peraltro, a partire dall’anno d’imposta 2010, ha registrato un aumento del 10% rispetto al 2009, così come voluto dall’Amministrazione comunale;

-L’impianto di distribuzione di acqua potabile, così come già realizzato in altre località, si basa su un sistema molto semplice composto da un refrigeratore e da un filtro a carboni attivi in modo tale da eliminare le impurità , il sapore di cloro e l’eventuale eccessiva quantità di calcio e la sua messa in opera prevede costi limitati e spese fisse di gestione facilmente recuperabili;

 Considerato che:

-Il Comune di Osimo, di concerto con l’Astea, ha già installato una fontana pubblica per l’erogazione di acqua potabile;

-Il Comune di Recanati ha avviato l’iter per la costruzione di una “Casa dell’acqua”;

-Il Comune di Loreto in data 7 dicembre inaugurerà la “Casa dell’acqua”;

 Tutto ciò premesso e considerato

I CONSIGLIERI COMUNALI SOTTOSCRITTI

IMPEGNANO

La Giunta comunale

-ad esprimere positivo favore  in merito al progetto sopradescritto e di conseguenza

-avviare, di concerto con il gestore del servizio, Astea spa, come già posto in essere da Comuni limitrofi serviti dallo stesso gestore, l’iter per la realizzazione di una “Casa dell’Acqua” sul territorio comunale.

 Porto Recanati, dicembre 2010

I consiglieri comunali

Lorenzo Riccetti
Maria Grazia Pantone
Giuliano Paccamiccio
Loredana Zoppi
Giovanni Giri

PAGANO NON RISPONDE ALLE NOSTRE DOMANDE

Il vicesindaco Pagano dimostra per l’ennesima volta di aver imparato la lezioncina del capo: si accusa l’avversario di disfattismo, e non si risponde alle domande. Al massimo si risponde con un’altra domanda.

Avevamo chiesto ai nostri amministratori dove sia il milione di euro che spettava da versare dal Comune di Porto Recanati per gli interventi a favore del nostro litorale per un motivo molto semplice: perché i soldi non ci sono.  La disponibilità della somma, in base al bilancio per il 2010, è legata alla vendita della Ex Scuola Zanella, che a tutt’oggi non è ancora avvenuta e chissà se mai lo sarà.

Pagano inoltre dimostra di non conoscere le regole: è l’Ente Regionale che – una volta sbloccati i finanziamenti dal Ministero – decide a quali comuni dare i contributi per le opere a difesa della costa.   Dunque è esclusivamente alla Regione Marche che devono andare i ringraziamenti della cittadinanza.

Siamo consapevoli che in un momento di crisi come questo per la maggioranza di governo e per il PDL, avere visibilità e poter vantare successi sia di vitale importanza, e prendiamo atto che la questione posta dal Partito Democratico è stata elusa.

Altresì, rinnoviamo la nostra soddisfazione perché un problema annoso, la cui soluzione è una priorità per la nostra città, sta arrivando ad una felice conclusione e ringraziamo la Regione Marche per l’impegno profuso in questi anni.

 PARTITO DEMOCRATICO PORTO RECANATI

L’11 DICEMBRE A ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PD

SABATO 11 DICEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO

 Il PD Provinciale sta organizzando dei pullman per partecipare.

 Partenza alle ore 8 circa e rientro previsto entro le 24 dello stesso giorno. Costo 15 €

 Sull’orario e il luogo della partenza a breve ci saranno informazioni certe.

 Chi vuole partecipare può dare la propria adesione

entro SABATO 4 dicembre

PER LE SCOGLIERE RINGRAZIAMO LA REGIONE MARCHE

Sul Corriere Adriatico del 24 novembre campeggia in primo piano la notizia che a Porto Recanati arriveranno finalmente i fondi per sistemare in sicurezza le nostre spiagge.

Infatti sarebbero a disposizione – usare il condizionale è d’obbligo – ben quattro milioni e mezzo di euro di finanziamenti, sulla base di un accordo che sarebbe stato raggiunto tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Marche.

Questo secondo il Corriere e il Senatore Piscitelli.  Della notizia siamo tutti felici – e ci mancherebbe altro – se non fosse che il merito, secondo la stampa, andrebbe al senatore e al vice-sindaco Pagano.

Il Sindaco di Porto Recanati sig.ra Ubaldi, inoltre, sul Resto del Carlino dà atto dell’impegno che il Senatore avrebbe profuso per il raggiungimento dell’accordo.

Ma come, viene da chiedersi, la Regione raggiunge un accordo importante attraverso il lavoro incessante degli assessori Carrabs (uscente) e Donati (in carica) e il Sindaco di Porto Recanati chi ringrazia ?  Piscitelli !

Non ci sentiamo di smentire che il senatore si sia interessato della vicenda, ma gli atti ufficiali parlano di una attività della Regione Marche che dura incessantemente a partire dal 2009 e che ha dato i suoi risultati attraverso un accordo che non è stato ancora raggiunto ma che è in fase di ratifica.

I finanziamenti, come è facile intuire, non riguardano Porto Recanati ma bensì tutta la Regione Marche; è dunque la Regione che ha deciso di finanziare con quei soldi anche i lavori di sistemazione della costa porto recanatese, e non il Ministero né tanto meno il senatore del PDL.

Ci sorprende l’atteggiamento del nostro sindaco, la quale, dopo aver fatto la stradella per giorni e mesi in Regione chiedendo finanziamenti, ora che i denari li ha avuti non ringrazia chi glieli da’ (la Regione Marche, per appunto) ma chi non c’entra nulla (il senatore, appunto).

Chissà quanto saranno contenti l’assessore Donati e il Presidente Spacca. E soprattutto, chissà quanto sarà contento il locale assessore Rovazzani, che non viene ringraziato da nessuno anzi il Senatore ed il vice-sindaco gli “soffiano” l’annuncio da prima pagina…….

Per nostra curiosità ci domandiamo anche quale ruolo avrà avuto il vice sindaco Pagano in questa vicenda.   Aspettando di saperlo, noi ci dichiariamo contenti dei finanziamenti che arriveranno e vicini agli esercenti del settore turismo e delle associazioni dei bagnini.

Ci permettiamo di ricordare loro che la Regione Marche ha rispettato gli impegni.  Il comune di Porto Recanati invece aveva promesso un milione di euro.

Qualcuno può dirci che fine ha fatto ?

 

Mercoledì 24 novembre 2010

                                                                                      IL PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

LA NOSTRA VISIONE PUNTO PER PUNTO. MOBILITAZIONE NAZIONALE DEL PD.

La nostra visione punto per punto, porta per porta.

 LAVORO. FISCO. SCUOLA. UNIVERSITA’. FAMIGLIA. AMBIENTE. INFRASTRUTTURE E MOBILITA’. COSTI DELLA POLITICA. PARI OPPORTUNITA’. IMMIGRAZIONE.

 IL PARTITO DEMOCRATICO SI MOBILITA PER PORTARE AGLI ITALIANI LE SUE PROPOSTE PER UN’ITALIA MIGLIORE,

PER IL GOVERNO CHE IL PAESE MERITA.

 ANCHE IL PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI PARTECIPA ALL’INIZIATIVA:

SABATO 13 – 20 – 27 NOVEMBRE 2010

DALLE 17 ALLE 19.30 – CORSO MATTEOTTI

EX SCUOLA DIAZ

GIOVANARDI, SACCONI E LA PUREZZA DELLA RAZZA

La ‘Conferenza nazionale sulla Famiglia’ dovrebbe essere un momento importante per il Paese, nel quale andrebbero affrontate dall’esecutivo le tematiche che riguardano la crisi economica che investe i nuclei familiari, i problemi causati dai tagli inferti alla sanità, alla scuola, al sociale.   

La famiglia era rimasta l’ultimo baluardo al quale appellarsi, da sostenere, da valorizzare. Ma è ovvio, anche da interpretare.    Invece no.    Maurizio Sacconi, ministro del welfare, ha annunciato alla Conferenza in questione: “Sostegni e aiuti economici vanno dati solo alla famiglia naturale, fondata sul matrimonio, ed orientata alla procreazione”.

Le critiche del Partito Democratico al piano Giovanardi sulla famiglia riguardano l’assoluta mancanza di risorse.  Su questo punto il ministro del Welfare ha dichiarato: “E’ una stronzata dire che il problema del piano Giovanardi per la famiglia sia quello delle risorse.” E’ evidente che il linguaggio colorito usato dal ministro nasconde – quantomeno – una certa inquietudine.  Forse perché è conscio del fatto che la st…upidaggine l’ha detta lui.  In realtà le politiche sociali di sostegno alla famiglia sono state tagliate di 2,5 miliardi di euro dal 2008 al 2011; inoltre, i tagli brutali e ciechi alla scuola ed ai trasferimenti alle regioni e comuni si ripercuotono drammaticamente sui costi dei servizi alle famiglie: dalle mense scolastiche al trasporto pubblico locale, dalle borse di studio all’assistenza alle persone non autosufficienti.

E sempre dalla Conferenza della famiglia, Carlo Giovanardi, sottosegretario alle Politiche per la famiglia, si è scagliato contro “…i progressi della scienza e le biotecnologie che possono togliere ai figli il diritto di nascere all’interno di una comunità d’amore e con una identità certa paterna e materna”.

Ha difeso quindi la Legge 40 sulla procreazione assistita che, a suo parere, “rappresenta una diga, la rottura della quale, aprirebbe la porta a inquietanti scenari e il concetto costituzionale di famiglia andrebbe irrimediabilmente perduto”.

Immediata la reazione di Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea nazionale del PD, che ha denunciato: “Questa mattina, alla Conferenza nazionale della famiglia si sono sentiti proclami ideologici e qualche parolaccia di troppo ma nessun impegno serio a favore delle famiglie italiane. I ministri Giovanardi e Sacconi hanno fatto discorsi violenti da campagna elettorale. La famiglia è un bene che unisce e non divide il Paese. Non è un ammortizzatore sociale su cui scaricare i costi dei tagli lineari imposti dal governo alle politiche pubbliche”.   

A monte di tutto è bene ricordare le Associazioni familiari che, nell’onda dello scandalo del bunga bunga, si sono dette imbarazzate della presenza di Berlusconi, chiedendogli di non partecipare alla Conferenza.  

Per il momento l’unica cosa certa fatta dalla destra è il taglio del fondo per la famiglia dell’80% rispetto agli stanziamenti del centrosinistra.  Oltre a qualche telefonata alla polizia per risolvere imbarazzanti problemi del premier con minorenni in difficoltà.
“Il ministro Giovanardi si preoccupa delle famiglie in modo davvero inusuale, traccia di fatto una differenza tra famiglie buone e cattive, tra “pure” e meno pure. L’intento discriminatorio è al limite del razzismo”, ha affermato il senatore del PD Ignazio Marino. “Vorrei chiedere al ministro Giovanardi che cosa pensa delle famiglie con figli adottati? Sono vere famiglie o no secondo lui? Che rischio corrono anche se l’identità dei genitori non è biologicamente trasmessa ai figli? Vorrei rassicurare il ministro: esistono nel mondo più di quattro milioni di bambini normali, nati con metodo artificiale, più di quattro milioni di coppie normali, che grazie alla scienza hanno potuto realizzare il loro progetto di costituire una famiglia e più di quattro milioni di donne hanno avuto la possibilità di vivere l’esperienza meravigliosa di una maternità.”

Berlusconi ha pensato bene di non andare personalmente alla Conferenza sulla Famiglia.

In realtà, avrebbe fatto ancora meglio se non avesse mandato nessuno.

DALLA LEOPOLDA E RITORNO IN 5 MINUTI.

Appena tornata da Firenze mi sono rimessa in pari con la lettura della rassegna stampa, e leggendo in un articolo dell’ipotesi di spostare la realizzazione dell’outlet da Scossicci a Santa Maria in Potenza nei pressi dell’Hotel House, non ho potuto non tornare con la mente al meraviglioso intervento fatto alla Leopolda da Ilda Curti, assessore alle politiche per l’integrazione del comune di Torino.

Ho ammirato le immagini che l’accompagnavano e ho ascoltato quasi a bocca aperta i progetti e le iniziative messe in atto negli ultimi anni per favorire la nascita di una comunità multiculturale oltre che multietnica, tollerante, che comunica.

Torino è ancora più distante se penso alla miopia, alla cecità della nostra Amministrazione comunale rispetto a questo tema così centrale e delicato per la nostra città.

E dopo Ilda Curti devo per forza citare anche Mila Spicola, insegnante siciliana, che con la voce rotta dall’emozione e dall’indignazione ci ha raccontato di Elmedi, tredici anni, di Palermo ma nato in Marocco, che da grande vuole fare l’Imperatore ma che la madre spera faccia il carabiniere.

La parola intorno alla quale Mila Spicola imbastisce il suo intervento – rigorosamente di 5 minuti, non si transige – è proprio integrazione. Chissà quanti Elmedi ci sono a Porto Recanati che noi non conosciamo, e invece dovremmo.

Sono partita decisamente da lontano per raccontare cosa porto a casa dalla tre giorni alla Stazione Leopolda, più conosciuta come “convention dei rottamatori” del PD chiamati a raccolta dal sindaco Matteo Renzi e da Pippo Civati.  

O forse sono partita da vicino.

A Prossima Fermata: Italia si è vissuto un perfetto mix di idealità e concretezza. Poco, pochissimo politichese e tanta Politica, quella che restituisce il senso più vero e nobile a questa parola.

Condivisione di progetti, iniziative, idee su temi diversi: politiche fiscali – il “fisco 2.0” – politiche di gestione del territorio, integrazione, mobilità sociale, lavoro, ricerca, equità, banda larga, energia, green economy, Europa, sud, diritti….Caterina Carpinella ha scelto una parola dalle suggestioni dantesche: canoscenza, e con un intervento pregno di passione e indignazione ha spiegato quanto la scienza, il sapere, la cultura possono essere il motore pulsante della nostra economia. (per chi volesse vedere gli interventi: www.youtube.com/prossimaitalia )

Questo, molto altro e di più ho ascoltato, assorbito e vissuto, ma non ho ancora detto cosa ho portato a casa.

La convinzione che è necessario e ineludibile importare il “metodo Leopolda” nei circoli e nei territori.

In questi anni dalla nascita del PD, l’attività del nostro circolo è stata irrimediabilmente legata e condizionata dagli appuntamenti elettorali, in particolare dalle primarie prima e dalle amministrative poi, con tutto quello che è conseguito in termini di unità del partito e arresto dell’azione politica. E’ a questa che bisogna tornare, senza barricate, senza preclusioni o pregiudizi. Bisogna aprirsi alle competenze, al contributo di chi ha qualcosa da dare e da dire. Bisogna continuare l’opera di ascolto e comunicazione iniziata con le amministrative, e far partire un dialogo con le categorie, le associazioni, avendo come interlocutori privilegiati coloro vicini alle nostre posizioni ma che si mantengono chilometri lontani dalla sede di partito. Dobbiamo fotografare la nostra realtà nei suoi vari aspetti per poter cominciare da subito ad elaborare proposte politiche, da subito disegnare la città che vogliamo e vorremo presentare ai cittadini.

Chi ha a cuore il futuro del PD ha il dovere di rimboccarsi le maniche, senza personalismi, e/o campanilismi di corrente che non ci hanno portato e non portano da nessuna parte.

Confronto, dialogo, competenze e elaborazione politica: queste devono essere le parole chiave del prossimo futuro.

Eleonora Tiseni

SULL’ OUTLET IL PD E’ VICINO AI COMMERCIANTI

Apprendiamo dal Corriere Adriatico del 2 novembre che la questione outlet sarebbe arrivata al capolinea. La maggioranza si appresta a dire in modo definitivo cosa vuole fare – se dare o meno il consenso alla sua realizzazione. Il Corriere usa il solito “si dice” sul fatto che l’outlet darebbe lavoro a 500 persone. Probabilmente è vero, se è vero anche che l’outlet riguarderebbe 125 nuovi esercizi commerciali

Da parte nostra rileviamo che, invece di incentivare la realizzazione di esercizi commerciali nel centro storico, si vuole decentrare attraverso la realizzazione di un MOSTRO di 125 negozi;  un paese FINTO, che attirerebbe su di se l’attenzione dei turisti determinando la MORTE DEL COMMERCIO a Porto Recanati, ma anche a Loreto, Marcelli, Villa Musone.

Andate a vedere il sito www.palmanovaoutlet.it per rendervi conto di cosa stiamo parlando. E’ riferito ad un outlet aperto vicino Mantova in cui sono dislocati circa 90 esercizi commerciali. Nessuno può contabilizzare quale impatto deleterio la realizzazione di un outlet di tali dimensioni potrebbe avere sull’economia locale in termini di negozi commerciali chiusi nel centro storico di Porto Recanati e dei paesi limitrofi. 

Il PARTITO DEMOCRATICO di Porto Recanati non può dunque esimersi dall’apprendere con sconforto che la posizione dell’amministrazione Ubaldi non è cambiata per quanto riguarda i rapporti con la cittadinanza: si continua a procedere con il classico “decido io” in spregio alla necessità di rassicurare i commercianti di Porto Recanati sulle legittime paure che suscita la realizzazione dell’outlet, oltre che ad una seria valutazione di benefici e danni che verrebbero al turismo.

 Quando si devono prendere decisioni tanto importanti, sarebbe quanto meno necessario uno studio serio sul territorio per verificare a chi giova il progetto.  L’assenza di dialogo con commercianti e opposizioni, e la mancanza di studi di settore, ci fa pensare che la realizzazione dell’outlet serva, come al solito, a rilanciare la rivalutazione urbanistica dell’area per agevolare interessi che con il commercio ed il turismo nulla hanno a che fare.  Insomma, il solito tornaconto in favore di costruttori e affini, ovvero le uniche categorie che da sempre vedono tutelati i loro interessi da parte della Ubaldi & Co.

Prendiamo comunque atto che :

–         l’amministrazione sulla questione outlet non ha mai interessato l’opposizione né ascoltato le eccezioni avanzate dall’associazione commercianti;

–         l’assessore Rovazzani si è dichiarato apertamente contrario alla realizzazione dell’outlet, come pure il consigliere della Lega Nord Fiaschetti;

–         l’Associazione Commercianti avrebbe rinunciato al confronto con l’Udc avendo saputo che oramai l’approvazione del progetto da parte dell’amministrazione Ubaldi sarebbe scontata.

Se passasse il progetto Outlet, dopo la presa di posizione apertamente contraria di Rovazzani e di Fiaschetti, ci chiediamo anche con quale coerenza politica essi conserverebbero la propria poltrona in seno alla maggioranza. Altra morale e coerenza forse si aspettano da costoro quei commercianti – giustamente arrabbiati – i quali avevano letto sui giornali l’aperta contrarietà alla realizzazione dell’opera da parte dell’assessore e del consigliere. I casi sono due: o la maggioranza approverà comunque la realizzazione dell’outlet malgrado il voto contrario dei due – ed allora ci chiediamo quale giustificazione essi adotteranno per rimanere al loro posto; oppure, facendo un improvviso dietro-front, essi si allineeranno agli ordini superiori, ed allora, in questo caso, lasciamo a ciascuno le proprie considerazioni.   Le nostre sarebbero troppo dure per renderle pubbliche. 

Ai commercianti il PD di Porto Recanati dichiara tutto il proprio appoggio e la solidarietà, chiedendo un dietro-front dell’amministrazione sull’outlet, un incontro pubblico con la cittadinanza e le associazioni di categoria per informarla dei reali rischi che comporta il progetto e l’inizio di un confronto democratico che interessi anche le amministrazioni dei paesi limitrofi

                                                                                    PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

RISULTATI DEL CONGRESSO PD PORTO RECANATI

Si è svolto Domenica 24 ottobre , presso la sezione del PD di Porto Recanati, il Congresso di Circolo per l’elezione del direttivo locale e del segretario provinciale.

Il candidato unitario Giovanni Brandoni, sostituto pro tempore del segretario Lino Palanca, è stato eletto all’unanimità dall’assemblea assieme alla lista di sostegno “LISTA PER L’UNITA’.

Il nuovo direttivo, oltre al segretario, per i prossimi tre anni sarà così composto: Maggini Pierluigi, Pantone M.Grazia, Senigagliesi Silvano,Tiseni Eleonora, Bufarini Sandro, Cicconi Antonella, Grilli Biagio, Gabiati M.Teresa, Tonon Diego, Camilletti Sara, Sichetti Aldo Rino, De Tisi Flavia, Frugis Domenico, Ceccotti Eva.

Il segretario, nel discorso programmatico, ha evidenziato come il partito ha necessità di maggiore radicamento sul territorio e di interessamento ai problemi reali, ed ha richiesto una maggiore apertura del direttivo ed uno sforzo comune per aumentarne autorevolezza, incisività e chiarezza nella decisioni.

E’ stata anche sottolineata l’urgenza della riapertura del dialogo con tutte le forze politiche della sinistra locale, iniziando da quei partiti alleati al PD alle ultime elezioni amministrative.

Per quanto riguarda la segreteria provinciale, il candidato Montesi ha riportato 70 voti (87.5%) mentre Roberto Broccolo si è attestato a quota  10 voti (12.5%).

La partecipazione al voto è stata del 70.1% (80 votanti su 114 aventi diritto).

RESOCONTO DI UN ANNO DI OPPOSIZIONE – DOMANI 17.30 PALESTRA DIAZ

A proposito di darsena e rigassificatore

Il Partito Democratico di Porto Recanati, in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dal vicesindaco Pagano,  puntualizza quanto segue:

Non siamo mai stati contrari al progetto Darsena. Ci auguriamo vivamente soltanto che la progettazione, la localizzazione  e la realizzazione di tale opera venga portata avanti  attraverso una proficua azione di concertazione con il nostro partito e tutte le forze dell’opposizione. Un progetto di tale portata e di tale impatto socio-economico infatti, deve, a nostro modo di vedere, coinvolgere tutte  le forze politiche e l’associazionismo del nostro paese, e non essere limitato alle quattro mura di una giunta comunale.

In relazione alla vicenda rigassificatore, prendiamo amaramente atto che il vice sindaco Pagano, forse per una inopportuna strumentalizzazione della vicenda, confonde compiti d’Istituto ai quali il Comune deve far fronte,  alle scelte politiche che, a livello regionale, sono state formalizzate con una specifica mozione votata dalla maggioranza.  Pur apprezzando, pertanto, il repentino cambio di opinione di gran parte dei membri della maggioranza consiliare sulla questione rigassificatore, pensiamo che il vice sindaco ed assessore Pagano, da amministratore della nostra cittadina, non debba confondere i suoi compiti istituzionali con la propaganda politica.

Apprezziamo insomma che Pagano abbia preso atto del volere dei nostri concittadini sulla contrarietà al progetto, deleterio per il nostro turismo e la nostra economia, ma non possiamo accettare che ora ci venga a propinare lezioni di coerenza politica. Proprio lui che, in buona compagnia dei suoi compagni di banco della maggioranza, in Consiglio Comunale, ha bocciato la mozione presentata dal gruppo Uniti Per Porto Recanati in cui si invitava chiaramente ad esprimere la contrarietà politica al progetto.

Non accettiamo pertanto prediche da pulpiti che si nutrono di mera incoerenza e che strumentalizzano ogni richiesta che perviene da quel Ministero inspiegabilmente presieduto ad interim dal loro capo supremo in evidentissimo conflitto di interessi.

 PARTITO DEMOCRATICO PORTO RECANATI

FESTA DEMOCRATICA A RECANATI

(clicca sulla foto per ingrandire)

Dal 3 al 5 settembre, nel quartiere Villa Teresa di Recanati, si terrà la Festa Democratica.

Ottimo cibo, musica e soprattutto politica con ospiti di rilevanza nazionale: gli Europarlamentari Serracchiani e Domenici, e il Consigliere regionale della Lombardia Giuseppe Civati.

Partecipate numerosi!

Giù le mani dal capannone Nervi

Improvvisamente, dopo anni di silenzio, si ricomincia a parlare del capannone nervi.

Al di la della dietrologia storica, riteniamo che il problema della bonifica dell’area esista e vada risolto e, poiché non sarà cosa da poco ma richiederà un rilevante dispendio di soldi, sarà bene iniziare a pensarci per tempo, ovvero da subito.

Il capannone nervi era usato come deposito di concimi chimici della vecchia Montecatini, ha una copertura di eternit (amianto) ed inoltre è stato utilizzato come deposito dei residui di sbancamento delle fondamenta del Borgo Marinaro Due, sorto proprio sulla’area di produzione della nominata Montecatini.

E’ evidente che ogni uso futuro si voglia fare non può prescindere da una verifica seria dell’inquinamento ambientale e, dunque, di bonifica dell’intera area, compresi i terreni limitrofi, oggi lasciati all’incuria più selvaggia.

Non si tratta solo di un problema ambientale, ma anche turistico.

Infatti la zona è l’unica a fungere da collegamento pedonale tra il centro di Porto Recanati e Scossicci, altra area di forte sviluppo turistico sin dagli anni settanta che però non è mai stata inserita in un serio discorso di accentramento, essendo ancora oggi una specie di “isola minore” rispetto al centro del paese, sia per gli investimenti finalizzati al turismo che per quelli attinenti alla manutenzione di strade, parchi e zone pubbliche in genere, dimenticando che comunque la zona è anche abitata da residenti stabili e non stagionali e necessiterebbe di costante attenzione (e non, come accade di solito, di interventi sporadici e straordinari in occasione delle elezioni amministrative).

Il Centro sinistra, in occasione proprio della campagna elettorale, propose di riqualificare quell’area in funzione pubblica, utilizzandola per la realizzazione di parchi e comunque destinandola a verde pubblico. La funzione del capannone Nervi, in quest’ottica, sarebbe da sottoporre ad uno studio serio di fattibilità, sia dal punto di vista economico che urbanistico, anche e soprattutto tenendo conto del vincolo di tutela archeologica.

Insomma, come al solito si tratta di un problema sul “come” fare le cose.

Se l’area dovesse essere destinata per l’ennesima volta a una speculazione edilizia che, francamente, sarebbe eccessiva per chiunque, il Partito Democratico è pronto a lottare certamente contro il progetto ed a gridare pubblicamente “GIU’ LE MANI DAL CAPANNONE NERVI”.

Se invece il progetto di riqualificazione si inserisse all’interno di una discussione più ampia che riguardasse tutte le zone a nord e sud di Porto Recanati, e che cercasse di rispondere alla domanda “che immagine vogliamo dare a questo paese?” forse se ne potrebbe discutere ma, di certo, non ci aspettiamo che il centro destra cambi il suo modo di fare.

Infatti l’amministrazione che governa Porto Recanati negli ultimi dieci anni ha seppellito il paese sotto tonnellate di cemento, tagliando fuori l’opposizione da ogni discussione ed evitando ogni programmazione seria sul territorio, confermando non solo di non voler ascoltare, ma anche di improvvisare su argomenti tanto delicati.

Con l’aiuto dei consiglieri comunali di opposizione e con l’appoggio della cittadinanza, il Partito Democratico si opporrà con tutte le sue forze all’ennesima speculazione edilizia ed all’uso del nostro territorio a favore esclusivo di interessi privati.

                                                          PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

TURISMO: I NUMERI NON BASTANO, MANCANO UNA VISIONE E UNA PROGRAMMAZIONE CONDIVISA.

Nell’estate dei pienoni, dei tutto esaurito e della perfetta organizzazione degli eventi più volte sottolineata dal nostro Assessore al Turismo Sirocchi, ci giungono, dagli operatori commerciali che non hanno la fortuna ed il privilegio di esercitare il proprio business in pieno centro, le solite storiche e, purtroppo, mai ascoltate lamentele sul mancato coinvolgimento di questi ultimi negli eventi che, soprattutto in questa topica settimana di Agosto, vedono interessata l’intera cittadina. Ultimo in ordine di tempo, è stato l’accorato sfogo di Carlo Pandolfi del Balneare “Carlo e Domenico”.

Parliamo, ovviamente, delle manifestazioni del Palio. Ma non solo. La politica tanto sbandierata di questa amministrazione di coinvolgimento di tutte le associazioni e categorie di commercianti nell’organizzazione degli eventi, sembra fare acqua da tutte le parti.

Di fatto, chi opera nel settore turistico-commerciale e non ha la fortuna di trovarsi in pieno centro, non viene minimamente coinvolto nelle singole attività ludico ricreative e nelle manifestazioni di intrattenimento. Creando, automaticamente, nel nostro paese, un turismo esercitato da operatori di serie A ed un altro esercitato da operatori minori.

E’ una vera e propria discriminazione, insomma, frutto di una politica che non tiene conto dell’interezza del territorio porto recanatese e privilegia il solito tratto centrale.

Noi del Partito Democratico pensiamo fortemente, come anche riportato nel nostro programma elettorale, che l’assessorato al turismo ed allo spettacolo debba adoperarsi per un totale coinvolgimento delle sue attività nell’intero tratto costiero comunale. Organizzando eventi che, periodicamente, vedano interessate anche le zone a sud ed a nord del paese. Adoperandosi in tal senso per trasformare di fatto tutta  la nostra cittadina in un “grande centro” distribuendo eventi e spettacoli nei vari quartieri del paese. E, soprattutto, facendo sentire tutti i quartieri parte integrante di questo progetto e non marginali alle scelte che vengono effettuate.

Come ci auguriamo fortemente che, nel prossimo futuro, la nostra amministrazione comunale si prodighi nello stampare degli opuscoli informativi descrittivi degli spettacoli, concerti, cinema ed ogni altra attività che saranno realizzati nella stagione estiva. Coinvolgendo, a tal proposito, balneari, associazioni, quartieri, comitati ed ogni altro soggetto interessato in materia. Facendo così in modo che il turista venga informato con la dovuta tempistica su ogni singolo evento di intrattenimento che si svolge nel nostro paese.

Non basta affidarsi infatti a qualche sparuto cartellone pubblicitario affisso ad hoc a pubblicizzare l’evento dei giorni a venire. Manca clamorosamente una visione di insieme. Una maniera di intendere il turismo e la ricettività come un unico servizio da fornire ai nostri graditi ospiti.

Come Partito Democratico siamo disponibili a far parte di questo progetto, fornendo i nostri contributi di pensiero. Per una visione più costruttiva e più efficace del “pacchetto turismo” della nostra città.

 PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA A PORTO RECANATI: UN PROBLEMA SERIO

Apprendiamo dalla stampa locale delle multe che nei giorni scorsi i vigili di Porto Recanati hanno inflitto a concittadini e turisti che non hanno rispettato le norme della raccolta differenziata dei rifiuti. Come Partito Democratico siamo particolarmente sensibili alla nota problematica e pensiamo che il governo cittadino sia stato e continui ad essere carente nell’opera di informazione e di sensibilizzazione da adottare nei confronti della cittadinanza e dei graditi ospiti turisti. Non capiamo come, in una problematica di tale portata, non si provveda, ad esempio, a coinvolgere i Comitati di Quartiere ed i loro Presidenti, chiedendo quella collaborazione in materia, che dovrebbe essere fisiologica considerato che ogni quartiere del nostro paese, presumiamo, auspichi vivamente  di essere estremamente virtuoso nel rispetto  della normativa in questione.

Una amministrazione Comunale che abbia veramente a cuore il problema, constatato che i risultati dopo un periodo che potremmo definire di sperimentazione non sono certo brillanti, provvederebbe ad organizzare degli incontri sul tema interessando, appunto, ogni singolo quartiere.  Pensiamo, insomma, che il sistema possa iniziare a funzionare veramente se ogni singolo cittadino si senta parte in causa della questione (che ormai assume contorni di carattere civico) e possa essere messo in condizione di dare il suo contributo per la risoluzione della problematica.

Porto Recanati, purtroppo, nell’anno passato, non ha raggiunto il minimo di raccolta differenziata che le avrebbe garantito un bonus economico dalla Azienda erogatrice del servizio. E tutto ciò si è ripercosso in un aumento sostanzioso del 10% della Tarsu che inciderà non poco nel bilancio delle famiglie portorecanatesi.

Vediamo, insomma, il perpetrarsi di una politica approssimativa da parte della Giunta Comunale anche in questa delicatissima materia e la totale assenza di una visione programmatica seria e lungimirante.

E, soprattutto, continuiamo a non capire per quale motivo Comuni a noi limitrofi riescano a risalire alle cronache nazionali per la virtuosità dimostrata in materia di raccolta differenziata (esempio tipico è costituito dal Comune di Montelupone). 

Le motivazioni addotte dal nostro Sindaco sulla problematica non ci convincono. Noi non crediamo che i cittadini di Porto Recanati siano più indisciplinati di altri. Noi pensiamo fermamente che siano mancate in maniera clamorosa le iniziative informative e di sensibilizzazione che il Comune avrebbe dovuto porre in essere.

E sollecitiamo chi ha l’onere di governare questo paese a porre rimedio a tale mancanza.

PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

44 tappetini in fila per tre con il resto di tanta demagogia

E’ passato poco più di un anno dallo svolgersi della roboante campagna elettorale della Lista Nuovi Orizzonti  che poi vincendo le elezioni amministrative si è insediata al governo della nostra cittadina,  e gli elettori portorecanatesi, ne siamo certi, non avranno dimenticato le famose tre “S” (Sviluppo, Solidarietà e Sicurezza) sbandierate a slogan nei camion vela sotto il viso  rassicurante del nostro Sindaco.  Ebbene, pensiamo che in politica, ogni tanto, sia giusto fare una piccola verifica tra ciò che si è promesso e ciò che si è realizzato. E nella seconda estate di governo Ubaldi, vorremmo analizzare una delle tre famose “S” promesse, ovvero la Sicurezza. 

E come non parlare allora del commercio abusivo, autentica piaga della nostra cittadina ?

Dalle notizie stampa di oggi apprendiamo di blitz di Polizia e Carabinieri presumibilmente volti a fronteggiare il fenomeno. Così come prendiamo atto che il nostro Sindaco, nel constatare questo devastante fenomeno, ogni tanto, metta mano al cellulare per “mettere una pezza” alla situazione. E’ la politica “delle pezze” insomma, mai costruttiva, mai programmatrice in maniera seria. Noi, dal nostro Sindaco, ci aspettiamo la richiesta di incontri mirati con la Questura per la risoluzione definitiva  del problema. Ci aspettiamo misure che non siano “una tantum” ma efficaci e durevoli nel tempo. Non chiacchiere al vento.

Ieri sera (11 Agosto 2011 ore 23), ad appena 12 ore dal presunto blitz di Polizia e Carabinieri,  passeggiando per il tratto centrale del lungo mare,  abbiamo contato 44 tappetini che vendevano merce illegale e contraffatta, occupando abusivamente suolo pubblico e intralciando in maniera sempre più evidente il traffico pedonale. La cosa che ci ha incuriosito è stata quella che nel luogo fulcro della ricezione turistica del nostro paese, non ci fosse praticamente una panchina libera o fruibile che non fosse appunto occupata come una sorta di diritto divino da questi venditori ambulanti. Il tutto, con l’assenza totale delle forze dell’ordine. Senza una misura minima repressiva in atto.

Ed allora, ci sono tornate in mente le recenti ordinanze del Sindaco Ubaldi, volte alla “tolleranza zero” verso queste forme di illegalità diffusa. Così come ci vengono in mente mirabolanti e propagandistiche interviste rilasciate alla stampa dall’Assessore Leonardi nelle quali si raffiguravano e si promettevano misure efficaci da porre in essere con la massima urgenza per sconfiggere il fenomeno.

I risultati di questa politica da promesse da marinaio sono sotto gli occhi di tutti i cittadini di Porto Recanati e delle migliaia di turisti che decidono di trascorrere le vacanze nella nostra città.  Basta farsi una passeggiata serale nel nostro lungomare per prendere atto della politica fallimentare in termini di sicurezza di questa giunta. E’ una destra, insomma, che fallisce pienamente nel  settore che dovrebbe essere proprio per antonomasia: quello della sicurezza.

Perché, sia chiaro, il tutto non può essere devoluto alla sola nostra Polizia Municipale che, a nostro avviso, non ha neppure gli strumenti adatti per combattere o limitare il fenomeno.

Siamo in attesa di risposte serie insomma, che debbono venire da chi amministra questa città e che sono assolutamente dovute ai proprietari o gestori di negozi che esplicano la loro attività pagando regolarmente tasse e tributi e che, ne siamo convinti, mal sopportano questa sorta di Suk arabo (ormai fisiologicamente tollerato) che si stende quotidianamente nelle vie principali della nostra città.

PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

UNA STRANA VICENDA

La vicenda balzata all’onore delle cronache locali del Comune di Porto Recanati condannato dal Tribunale di Civitanova Marche a risarcire i familiari della vittima di un incidente dovuto alla caduta dalla bicicletta per il dissesto della strada per  l’importo di 234 mila euro per le tragiche conseguenze del sinistro,  ci appare veramente poco chiara. Non capiamo, ad esempio, per quale motivo l’assicurazione, con il quale il Comune aveva stipulato un regolare contratto, non si sia costituita in giudizio venendo meno ad un impegno essenziale, in questi casi, per una compagnia assicuratrice. Non vorremmo insomma  che ci sia stata negligenza da parte dei nostri amministratori nella vicenda, visto che la condanna parla chiaramente di “contumacia” della parte accusata. Ci auguriamo, per capirci, che chi era preposto al governo della città all’epoca del procedimento giudiziario, abbia compiuto i dovuti passi, anche se così, analizzando le carte processuali, non ci è sembrato proprio.

Ci chiediamo altresì come mai, a fronte di una sentenza immediatamente esecutiva, emessa ben prima della compilazione del bilancio per l’anno 2010, non si sia in nessun modo provveduto a stanziare la somma oggetto del risarcimento provvedendo, solo qualche mese dopo, a perseguire le vie del “debito fuori bilancio”.

Cosa ha impedito di stanziare quella somma regolarmente a bilancio ? Forse, quei 234 mila euro facevano venir meno il rispetto del “patto di stabilità” con il conseguente commissariamento del nostro Comune ?

E’ una cattiva domanda che ci rimbalza in testa. Perché di lineare e razionale in questa intera vicenda c’è veramente ben poco. Così come non sono assolutamente state sufficienti, le spiegazioni fornite in Consiglio Comunale dall’Assessore al Bilancio Carlo Sirocchi e dal Sindaco Rosalba Ubaldi, che, all’epoca dei fatti ricopriva l’incarico di Assessore all’Urbanistica e di vice sindaco.

Come Partito Democratico, saremo vigili. Perché vorremo essere sicuri che per colpa di comportamenti poco virtuosi non si sia creato un danno erariale alle Casse del Comune per una somma che non si può certo definire esigua.

Così come siamo sicuri che l’attuale Giunta provvederà ad informare la cittadinanza sugli sviluppi della vicenda giudiziaria, rendendo pubbliche tutte le azioni avanzate e l’esito delle stesse, in onore di una trasparenza che in un caso di questa gravità non può certo venire meno.

PARTITO DEMOCRATICO PORTO RECANATI

UN IMPRENDITORE ESCE ALLO SCOPERTO

Leggiamo nei quotidiani di un noto professionista di Porto Recanati recentemente appare sempre più nelle pagine di cronaca.

Prima viene indicato come un esportatore di capitali all’estero (se per estero può intendersi San Marino), poi come probabile evasore ed infine come imprenditore illuminato.

In tutta la vicenda partiamo da punti fermi, ovvero che un evasore fiscale è tale se una sentenza stabilisce che lo è, su questo non ci possono essere fraintendimenti. 

Se non fosse che Il professionista in questione, in un articolo apparso sul Messaggero il 28 giugno affermava: “e mica è reato avere soldi a San Marino, i miei sono depositi regolari ….. ho fatto gratis il comune di Porto Recanati e la caserma dei Carabinieri”.

Accidenti, ha fatto GRATIS il comune e sta facendo GRATIS la caserma….

Verrebbe da pensare ad un novello Babbo Natale, ma poi ci ricordiamo che nessuno – e proprio nessuno – a questo mondo fa niente per niente, tanto meno un imprenditore (a proposito, ma non era un libero professionista?) ed allora ci verrebbe da rispondere che Torri d’Avvistamento, Borgo Marinaro e Borgo Marinaro 2, oltre a quel bel progetto che è stato ed è lo Zeus, non sono esattamente bruscolini, in termini di ricavi, ma dei bei soldoni.

In un articolo del Corriere Adriatico del 27 luglio il professionista veniva addirittura presentato quale Deus ex Machina del rilancio urbanistico di Porto Recanati.

Ci permettiamo di dissentire.  Porto Recanati negli ultimi anni ha svenduto le sue ricchezze legate al territorio, ha massacrato il centro storico, il litorale, le sue periferie, sulla scia di una cementificazione inarrestabile che ha solamente depauperato le sue risorse. 

Le responsabilità? Gli imprenditori fanno affari, almeno questa attenuante dobbiamo riconoscergliela.

MA A CHI GOVERNA ED HA GOVERNATO PORTO RECANATI NEGLI ULTIMI ANNI DOBBIAMO URLARE LA NOSTRA DISAPPROVAZIONE.

Ma quello che più sconcerta è che quando si parla della realizzazione di un porto, darsena o qualsivoglia rimessaggio di barche nel nostro paese, inevitabilmente sembra già cosa fatta ad opera del noto professionista-costruttore di cui sopra.

Ci piacerebbe invece che, almeno per una volta, le cose fossero fatte alla luce del sole, con la trasparenza e la lealtà che gli amministratori locali dovrebbero dimostrare nei confronti della cittadinanza, non soltanto aprendo un confronto con l’opinione pubblica su progetti, costi e problematiche attinenti alla realizzazione dell’opera, ma anche dimostrando almeno per una volta di non aver nulla da nascondere, rendendo partecipe l’opposizione di come si intende procedere.

 Ma abbiamo poche speranze. Si sa, le opposizioni non hanno niente da perdere o guadagnare e dunque sono poco inclini a fare piaceri o a raggiungere accordi con i soliti noti.

                                                                       PARTITO DEMOCRATICO PORTO RECANATI

PROBIVIRI

Mai vorremmo essere nei panni dei probiviri del P.D.L. (Partito dei Ligi). Che, nei giorni prossimi, si troveranno a dover emettere un giudizio su alcuni membri del Sultanato di Arcore che hanno deciso di non sottostare ai dettami del grande capo ed hanno osato porre all’attenzione dei media e dell’elettorato l’angosciante  “questione morale”. Parliamo, ovviamente degli onorevoli Bocchino, Granata e Briguglio, che hanno avuto il peccaminoso demerito di denunciare un crescente malessere del loro elettorato verso situazioni poco fluide dal punto di vista etico e giudiziario che, come sappiamo, hanno portato alle dimissioni di Ministri e Sottosegretari coinvolti in inchieste giudiziarie. Ed allora, noi, uomini della strada, ci chiediamo come funzioni questo grande partito di ispirazione popolare e cattolica. Perché pur sforzandoci, non riusciamo proprio a capirlo.

Ci chiediamo infatti perché dai provibiri non ci sia finito Claudio Scajola, uno che si faceva comprare case da imprenditori edili agganciati con il potere,  a sua insaputa. Ci chiediamo altresì perché davanti a questo collegio di saggi non ci sia finito Nicola Cosentino, Sottosegretario all’economia sul quale grava un mandato di cattura confermato dalla  Cassazione e respinto dal Parlamento. Ci chiediamo, oppure, perché a fare una gita davanti a queste menti superiori non ci vadano Aldo Brancher, ministro dimissionario ed ex dipendente Fininvest, condannato nei giorni scorsi dal Tribunale di Milano con rito abbreviato a due anni per  appropriazione indebita nel processo Antonveneta, oppure l’Onorevole Salvatore Sciascia condannato nell’esercizio delle funzioni di dipendente Fininvest a due anni e 6 mesi per corruzione della Guardia di Finanza.

Ma soprattutto, consentitecelo, ci chiediamo perché davanti al collegio dei provibiri non vada Marcello Dell’Utri, co-fondatore di Forza Italia che, recentemente, si è visto confermare in appello una condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e che ha definito l’omicida e mafioso Mangano, noto stalliere di Arcore, come un eroe.

Ecco, nel Partito dei Ligi, se l’On. Fabio Granata dice che i veri eroi sono Falcone e Borsellino, e non Mangano, finisce processato davanti ai provibiri.

Se, invece, Marcello Dell’Utri, in una intervista rilasciata ad un quotidiano di tiratura nazionale, afferma di usare la politica per potersi difendere dai suoi guai giudiziari (che non sono pochi) viene trattato dai suoi colleghi di partito e dal suo grande capo come un “intellettuale di provate capacità”.

C’è una distonia evidente che speriamo non siamo gli unici a cogliere. Ed è una distonia che ci riporta alle dichiarazioni recentemente rilasciate in una intervista a Repubblica dall’On. Luca Barbareschi, anch’egli membro del P.D.L. che denuncia ai quattro venti:

 “Quando sono venuto qui pensavo che avrei fatto politica, non gli interessi del Premier”

Presumiamo che anche Barbareschi sarà inviato al severo giudizio dei provibiri del Partito.

Noi del Partito Democratico, invece, vi invitiamo ad una semplice riflessione. E vi poniamo una domanda: “ESISTE UN LIMITE A QUESTA DERIVA ??”

Vogliamo fortemente credere di si. E, con il vostro aiuto, vorremmo iniziare a ribellarci.

                                                IL PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

COMUNICATO UNITI PER PORTO RECANATI: CAMICIOLA E IL (SUO) SENSO DEL “BELLO”

Da che pulpito viene la predica! Rimaniamo inorriditi dagli spot che i «cementificatori» Lanari e Camiciola propinano a tutta la cittadinanza dalle pagine dei quotidiani locali. E inorridiamo ancor di più vedendo il nostro sindaco far loro controcanto esaltando il «rilancio» portorecanatese attraverso l’urbanistica, quasi avessimo ancora spazio per costruire. Un coretto imbarazzante.

Fa impressione vedere questi soggetti mimetizzarsi dietro concetti filosofici astratti e preziosi, quali il senso del «bello» che però, lo ricordiamo, nulla ha a che fare con le speculazioni inenarrabili e indegne che hanno avuto come teatro la nostra cittadina.

Ma tanto che importa? Quelle casette sono così colorate! Questo sì che è senso del bello!

Vorremmo precisare che lo sviluppo di Porto Recanati non può più passare per ulteriori iniziative di cementificazione camuffata da «abbellimento», che la nostra città è già immersa fino al collo nell’anonimato massificante derivante da decenni di dissennate operazioni urbanistiche, per cui oggi, anziché in un «borgo marinaro» a misura di cittadino e di turista, soprattutto nei mesi caldi ci troviamo in un ambiente simil-metropolitano, su strade intasate dal traffico, prive di spazi adeguati per le bici, di parcheggi, un ambiente, insomma, lontano da quella vivibilità che i nostri amministratori nominano soltanto per «sciacquarsi la bocca e le coscienze».

Porto Recanati non ha bisogno di altri «cantori del bello» quali Lanari e Camiciola, ma richiede una strategia di crescita sostenibile e calibrata che non si fa con convenzioni urbanistiche rinnovate «su ordinazione», che non può accettare una darsena in cambio della svendita del suo mare a una multinazionale e che non pensi solo a ingrossare i portafogli di pochi; Porto Recanati grida a gran voce, soprattutto in questi mesi estivi, la necessità di rinnovarsi profondamente per divenire più accogliente, più speciale, più verde, più vicina ai giovani e soprattutto più lontana dalla desertificazione culturale degli ultimi anni e da cricche di speculatori che non pensano certo allo sviluppo vero della nostra splendida città e che magari, stando a quanto affermano i giornali, tengono i soldi in qualche strana banca di San Marino.

Ci dica anzi Camiciola, novello difensore dell’ambiente, prima di tutto se ha dismesso la maschera da avvocato per confessare di essere costruttore di mestiere ed esperto urbanista «illuminato», ci dica poi come mai i gruppi residenziali «Zeus» e «Torri d’avvistamento» sono stati realizzati così vicino al mare e al fiume, e ci racconti ancora com’è stata gestita la bonifica della costa nel tratto ex Montedison.

In realtà ne avrebbe di storie da raccontare a tutti i nostri concittadini, e l’ultima cosa che potrebbe farci è una lezione sui valori morali e sul concetto di «bello».

Gruppo consiliare Uniti per Porto Recanati

I NO DELLA LEGA NORD

Il tempismo della Lega Nord nel “rispedire al mittente” la proposta del gruppo consiliare di opposizione di istituire un Consigliere Straniero non ci ha sorpreso più di tanto. Ci saremmo infatti sorpresi se il consigliere Fiaschetti avesse accolto, o per lo meno inteso dibattere,  una proposta che vorremmo definire civile ed al passo con i tempi. La realtà di Porto Recanati non può essere nascosta sotto il tappeto degli umori leghisti sempre pronti a denigrare ed allontanare tutto ciò che viene da culture diverse. Tra i 12 mila abitanti della nostra cittadina ci sono moltissime famiglie che contribuiscono ad arricchire la nostra economia, lavorando e pagando tutto ciò che è dovuto nei loro redditi (a differenza di altri compaesani che preferiscono trasferire le loro ricchezze in conti correnti bancari custoditi negli istituti di Credito  della Repubblica di San Marino). Il Partito Democratico di Porto Recanati pensa che l’ipotesi di dar voce attraverso un loro rappresentante in consiglio comunale ai bisogni di questa gente sia un atto di civiltà propedeutico all’integrazione ed al rispetto delle regole.

 E, come partito, vorremmo vedere il Consigliere Fiaschetti adoperarsi in vere battaglie contro tutte le forme che insidiano l’equità sociale ed il civile convivere della nostra amata città, considerando, se possibile per una volta, i bisogni e le necessità di quella nutrita porzione di immigrati onesti con i quali le istituzioni, a tutti i livelli, dovrebbero interagire e comunicare.

                IL PARTITO DEMOCRATICO DI PORTO RECANATI

Comunicato del PD sulle decisioni del Consiglio Regionale sul rigassificatore

Il PD cittadino esprime piena soddisfazione per la decisione assunta dal Consiglio della Regione Marche di opporsi alla realizzazione del rigassificatore di Porto Recanati e di non dare il consenso ad eventuali richieste che dovessero giungere in tal senso da parte del Governo o dei Ministeri competenti.

Un particolare elogio va rivolto all’impegno profuso dai nostri Amministratori regionali volto alla  risoluzione della questione e alla affidabilità dimostrata nell’aver assunto una decisione politica e tecnica insieme.   

Sensibilità, coesione e coraggio vanno altresì riconosciuti al  Governo Regionale poiché ha saputo accogliere le istanze e le argomentazioni provenienti dalla collettività locale, dando un chiaro esempio di coerenza e vicinanza al territorio.

 Partito democratico Porto Recanati

SUL RIGASSIFICATORE NESSUN DIETROFRONT

Dopo il rinvio della discussione in Regione sulla mozione proposta dal consigliere Pieroni si sono scatenate polemiche tra le forze politiche. Rileviamo innanzitutto come i contrasti siano nati tra partiti che si dichiarano comunque contrari al rigassificatore, e dunque con posizioni analoghe.

Sembrerebbe dunque che la discussione sia strumentale, come se coloro che alzano i toni e lanciano accuse siano più che altro preoccupati di conquistare il merito di aver detto no alla costruzione dell’impianto: francamente non è questo che interessa noi o la cittadinanza.

Dopo aver organizzato la manifestazione in cui il Presidente Spacca intervenne per confermare che la Regione non era più interessata – anzi era contraria – alla costruzione dell’impianto, è parso chiaro a tutti che la posizione del PD di Porto Recanati, da sempre contraria al rigassificatore, era definitiva.  In quella occasione il presidente Spacca e Sara Giannini – oggi assessore regionale – presero entrambi precisi impegni elettorali.

Dalla mozione Pieroni crediamo che la cittadinanza di Porto Recanati – ma anche dei paesi limitrofi – si attenda che definitivamente quelle promesse vengano mantenute.

Il Partito Democratico in ambito regionale – e tutte le forze politiche che hanno appoggiato il Presidente Spacca – si prendano pure il tempo che necessita una decisione importante come quella sul rigassificatore: se il rinvio della discussione in Consiglio Regionale sulla mozione Pieroni è necessario per ottenere la più ampia convergenza possibile, facciano pure. Da parte nostra, siamo coscienti che l’unica strada da percorrere è la coerenza

Abbiamo preso una posizione di contrarietà alla realizzazione dell’impianto di rigassificazione al largo delle nostre coste e non torneremo indietro.

Perché noi siamo per il turismo, la salute, la tranquillità e teniamo al nostro paese.

                                      Il Partito Democratico di Porto Recanati

A PROPOSITO DI RIGASSIFICATORE, VI RICORDIAMO CHE….

Il P.D. di Porto Recanati si è mosso sul rigassificatore prima di qualunque altra forza politica cittadina.

Agli smemorati fa probabilmente comodo dimenticare che fin dalla metà di maggio del 2008 abbiamo pubblicamente (bacheca) manifestato il nostro sconcerto per quanto il sindaco Fabbracci aveva imprudentemente dichiarato al Resto del Carlino proprio in quei giorni, vale a dire che l’amministrazione comunale aveva già espresso un consenso verbale alla proposta Gaz de France e si preparava a discutere le misure di compensazione che riteneva opportune per il disturbo.

Rilevato che Fabbracci si assumeva impegni certamente più grossi di lui, comunicandoli poi alla gente tramite giornale, abbiamo tenuto a far sapere, con la chiarezza che solo i prevenuti e i sordi non vogliono vedere e sentire, che ritenevamo indispensabile coinvolgere la popolazione in una scelta di tale portata.

La verità è che anche da noi hanno imparato bene, a destra, i giochini dell’illusionista, che sono sostanzialmente due: quando ti trovi incastrato per gli errori che hai fatto, per prima cosa attribuisci sempre la colpa di tutto agli avversari; poi, grida a squarciagola che sono persone che non amano la propria terra; la gente finirà per crederci.

N. B.

– L’illusionista è uno che abita a palazzo Grazioli.

– La gente non è sempre come la vede l’illusionista, anzi.

Per la verifica di quanto affermiamo:

–         digitare in Internet pdportorecanati;  nella voce archivio cliccare su “maggio 2008”; l’articolo in questione è stato pubblicato nel sito il 5 maggio 2008.

–         leggere l’articolo del Carlino, del 24 aprile 2008.

Per farvi risparmiare tempo, riproduciamo entrambi gli articoli qui sotto.

P. D. PORTO RECANATI

(Porto Recanati, 24 aprile 2008 –  RESTO DEL CARLINO – MACERATA)

Un impianto di rigassificazione verrà realizzato nel mare davanti a Porto Recanati. L’iniziativa è della società ‘Gaz de France’, un colosso europeo dell’energia che in questi giorni sta presentando il progetto alle autorità locali, in attesa di ottenere tutte le autorizzazioni dal Governo. L’idea è di avviare i lavori entro la fine dell’estate.

Per essere trasportato, il gas viene trasformato in forma liquida abbassandone la temperatura. Giunto a destinazione, viene riportato allo stato aeriforme dagli impianti di rigassificazione. Intorno a queste strutture si depositano i container di gas liquido, altamente esplosivo, e questo ha creato molti nemici ai rigassificatori. 

Nel progetto della ‘Gaz de France’ la sicurezza viene indicata proprio come punto di forza, perché l’impianto di trasformazione sarebbe al largo, a trenta miglia dal litorale, invisibile dalla costa. Per capire l’entità del progetto, basta pensare che la sola nave con l’impianto costa 300 milioni di euro.  Di impianti del genere ne esistono altri tre al mondo; questo sarebbe il primo in Europa. La scelta sarebbe caduta sullo spazio di mare davanti a Scossicci perché, sembra, si tratta di una zona molto aperta, senza costruzioni né impedimenti di alcun tipo.

Alla nave arriverebbero, via mare, i carichi di gas liquido dal nord Africa. Lì il combustibile verrebbe ritrasformato, e trasportato a terra attraverso una serie di condutture interrate sotto il fondo marino. I tubi arriverebbero poi nella zona di Scossicci, a sud del Musone.

Passando sempre sotto terra, il gas arriverebbe a una specie di centrale di smistamento, a un chilometro dalla costa, e da lì verrebbe inserito nella rete di distribuzione, in base a un accordo commerciale con i gestori nazionali. Il progetto esecutivo è pronto, e la società francese lo ha già presentato ai ministeri per le autorizzazioni. Oltre che a Roma, un rappresentante di ‘Gaz de France’ lo sta illustrando anche agli amministratori locali e alle autorità che poi dovranno fare i controlli sui lavori e sulle erogazioni.

Tra i primi a conoscere l’iniziativa il sindaco Glauco Fabbracci: “Abbiamo visto il progetto, e abbiamo dato, per ora solo verbalmente, il nostro consenso. In cambio, valuteremo con la società una fornitura di gas gratuita, ma su questo la trattativa è ancora in corso. In ogni caso, credo che ci vorrà qualche anno prima che tutto sia completato”. La società però ha intenzione di avviare i lavori quanto prima, al massimo per la fine dell’estate.

(Sul  nostro sito PD Porto Recanati il 5 maggio 2008 rispondevamo così:)

La società francese Gaz de France vorrebbe installare un impianto di rigassificazione a 30 miglia dalla costa di Scossicci.  Suoi funzionari stanno trattando la questione nei ministeri romani e anche a Palazzo Volpini.

Il sindaco Fabbracci ha dichiarato a Il Resto del Carlino (24 aprile scorso) che gli amministratori hanno dato, per ora solo verbalmente, il loro consenso. La Società transalpina ha fretta: vuole avviare i lavori a partire, al massimo, dalla fine della prossima estate.

Il rigassificatore è in impianto collocato su una nave del costo di 300 milioni di euro, che trasforma il gas liquido (trasportato via mare dai giacimenti) in aeriforme. Dopo di che, il gas viaggia in tubi interrati fino a 1 Km dalla costa e da lì è smistato nella rete di distribuzione. Tempi di realizzazione: qualche anno, secondo il sindaco, che sta valutando con Gaz de France la possibilità di una fornitura gratuita (non si dice per chi).

I containers di gas liquido che arrivano, vengono depositati intorno agli impianti di rigassificazione. Il Carlino ricorda che il gas liquido è altamente esplosivo, ma la Società afferma che possiamo stare tutti tranquilli perché, citiamo il giornale: …l’impianto di trasformazione sarebbe al largo, a trenta miglia dal litorale, invisibile dalla costa….

Non discutiamo l’utilità dell’impianto, però:

  • se qualche cosa andasse storto, basterebbero le 30 miglia di distanza a farci dormire tranquilli? Magari si, ma vorremmo sentircelo dire con certezza.
  • forse sarebbe opportuno verificare l’opinione della gente circa il consenso, dato dagli amministratori al progetto, sia pure solo verbalmente. E farlo prima che comincino i lavori

L’analisi del sito del comune di Porto Recanati di Diego Tonon

La domanda

Il Consiglio Comunale ha deliberato su alienazioni e valorizzazioni del proprio patrimonio immobiliare.

Un Comune potrebbe trovarsi in mancanza di fondi. I trasferimenti dallo Stato sono sempre più bassi, non c’è più l’ICI sulla prima casa.

Come fare? E’ vero che lo Stato trasferisce una somma compensativa, ma non è il 100% dell’ICI originaria. Era meglio stare attenti, quando aumentava il numero di appartamenti e il gettito ICI, stranamente, no.

Comunque un Comune, per funzionare, ha necessità di denaro. Se non ha denaro può attivare una procedura, regolata dalla legge, per fare cassa con i beni immobili non più ritenuti necessari alla  natura e funzione del Comune.

Certo, bisogna stare attenti, perché se il bisogno è contingente, il Comune no.

Alla ricerca

Ci mettiamo alla ricerca di qualche informazione più dettagliata.

Accendiamo il computer e via, al sito internet del Comune.
Il sito  è realizzato con una piattaforma uguale per tutti i Comuni della provincia di Macerata. E’ come un contenitore: basta mettere i documenti dentro e tutti li possono consultare con un computer.

Clicchiamo su Delibere, nella sezione Atti e Provvedimenti.

C’è una riga, con il sommario della delibera, datata 22 aprile 2010.

L’esame

Per vedere il documento occorre un programma apposito. Non lo abbiamo. Su come si faccia per ottenerlo, nessun suggerimento. Una breve ricerca e scarichiamo un visualizzatore gratuito. Finalmente si apre il documento della delibera.
All’interno non c’è un titolo che individui il documento, un riferimento o una data.

Scena domestica: “Perche martedì 5 maggio alle 18:34 hai comprato tre scatolette di tonno a 3 euro l’una da XXXX? Non lo sapevi che il giorno dopo era 3 per 2?” Con uno scontrino 6 per 4 centimetri vostra moglie vi controlla le spese. Beata lei.
Torniamo al contenuto della delibera: l’oggetto dell’alienazione è contenuto nell’unito elenco. Unito dove? Più sotto si nomina anche un  allegato piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per l’anno 2010, del quale però non c’è traccia. Ci si indica anche di vedere la trascrizione della seduta allegata all’originale della seduta. Ci sarà un video o una registrazione. Troppa grazia. Bastavano unito & allegato. E se dopo due anni qualcuno ha bisogno di consultare la delibera? Altro che due click.

In buona compagnia

Ci sono altri “contenitori di documenti”: ce li spazzoliamo. Servizi di E-goverment: qui la roba c’è,
c’è anche come rinviare il servizio militare. Ma non era stato sospeso nel 1/1/2005? Forse lo terranno in caldo. Il resto sembrano però informazioni utili. L’occhio maligno purtroppo vede  per primi i difetti. Non ci sono Pratiche edilizie, il che, a Porto Recanati, solleva qualche perplessità, nessun Capitolato di appalto, niente Lavori in corsoBandigare, né concorsi, niente regolamenti, niente modulistica. Uno strazio, come siamo ridotti.

Finalmente a Segnalazione guasti il miracolo: otto segnalazioni, anzi sette, una è di prova. La prima è dal 19/04/2007 al 29/10/2007. Accidenti, funziona tutto. Lampioni, buche, tutto in perfetto stato. Ma un attimo: i sette pallini sono tutti rossi. Significa che la segnalazione dei solerti cittadini è arrivata (rosso), ma poi non è stata né Visionata (arancio) né Lavorata (giallo) né Chiusa (verde) e manco Archiviata (nero). Ma la spiegazione forse c’è: appena arrivata la segnalazione qualcuno è corso a controllare e purtroppo è scomparso nella buca, non vista per via del lampione rotto. Ogni collega che lo ha sostituto ha fatto la stessa fine. Difatti: sezione Uffici Comunali niente, tutti spariti nella buca.
Numeri ed indirizzi utili nulla. Oggetti smarriti e trovati: ma chi vuoi che vada in giro al buio, con quelle voragini, con il rischio di perdere le chiavi. Lo Stradario, invece, c’è. Nel senso che c’è l’elenco. Utile. Link utili: … non c’è speranza.

Lo specchio

Prima di cliccare sulla delibera c’e un pulsante:
 Il Comune informa  , cliccando si ha:

Attraverso l’area “Il comune informa” si può accedere a tutti quei servizi e a tutte quelle informazioni che riguardano l’Amministrazione Comunale ed il territorio. Informazioni immediate, aggiornate e di facile lettura. Lo scopo di quest’area è di rendere il sito Internet del Comune lo specchio di una Amministrazione trasparente al servizio del cittadino, lo strumento di un dialogo tra il Comune e la città immediato ed aperto al confronto. Conoscere il Comune, chi lo amministra, chi ci lavora, conoscere i regolamenti che vigono su di un territorio, Bandi, Gare d’appalto, lavori pubblici, commissione edilizia e tutto quello che serve al professionista e all’impresa per essere sempre aggiornato sulle iniziative e sulle proposte del Comune. Sono solo alcune delle tante “informazioni” che si potranno acquisire per avere un quadro dettagliato, aggiornato e trasparente della realtà comunale.

E noi ci crediamo: il sito è uno specchio. Chi è che non viene riflesso dagli specchi?

 

Un’altra chance

Proviamo la ricerca in un’altra maniera e passiamo dalla sezione Atti e Provvedimenti al motore di ricerca del sito per trovare questo famigerato piano. Il motore di ricerca è come il navigatore satellitare: ti porta a destinazione anche se non sai la strada.

Clicchiamo su cerca nel sito : inseriamo “piano” e clicchiamo su cerca. Appare una lista. Sono i documenti che hanno affinità con “piano”, il termine di ricerca.

I primi due documenti sono sulla scuola: refezione e trasporto. I documenti ci sono. Evento notte bianca 19/12/2009. C’è il titolo. Il documento no. Sarà morto di freddo. Regolamentazione orari e deroghe alla chiusura domenicale e festiva per gli esercizi di vendita al detta-glio sulle aree private in sede fissa nell’ambito del territoro(?) del Comune di Porto Recanati: c’è il documento. Piano triennale di opere pubbliche Solo il titolo. Ma potrebbe essere proprio così. Niente soldi niente opere. Nemmeno il triennio di riferimento. Piano impianti di radiocomunicazione: niente anche qui, ma c’è veramente qualcuno che voglia piazzare quelle antenne dei telefonini sui tetti del nostro “salotto sul mare”?

Sul sito del Comune di Recanati invece tale piano c’è, con un paio di allegati. Uno è una cartina 100*70 cm, con tanto di legenda. Guarda un po’, il sito lo ha realizzato la stessa società del sito di Porto Recanati.

Piano regolatore: la madre di tutti i documenti. Non c’è. Neanche una piccola variante, un contentino. C’è qualche traccia su internet, sul sito della Provincia (7 varianti parziali, manco fosse Frankestein Junior) e un richiamo sul sito del “Centro Studi Porto Recanatesi”.

Concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di n° 1 posto a tempo pieno indeterminato di Istruttore Tecnico (GEOMETRA) U.T.C. SERVIZIO LL.PP. – MANUTENZIONE–AMBIENTE categoria C: niente di niente di niente. Però in edicola c’è la Gazzetta.

Concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di 1 posto a tempo pieno indeterminato di Istruttore tecnico Geometra: ma non è quello di prima? Forse si. Non c’è niente anche qui. Bando di gara per l’affidamento in concessione di area demaniale marittima: niente. Potrebbe trattarsi delle concessioni dei “balneari”. Ma visto che la sabbia è traslocata sott’acqua perché affaticarsi?

 

Altri siti di Comuni

Vediamo cosa fanno gli altri Comuni: ricerchiamo con il noto motore di ricerca “piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”.

Oggi per primo appare il “Comune di Treviso”. I documenti ci sono, ma il comune ha 82.000 abitanti, non si può fare il paragone. Allora Comune di Ozzano nell’Emilia, Bologna, 12600 abitanti. C’è la delibera con le cifre. Un allegato 58 pagine con parecchi dati. C’è una mappa, 100*70 cm, con una legenda. Nella legenda ci sono tre indicazioni: alienazione, alienazione/valorizzazione, valorizzazione, più il rimando a delle schede più dettagliate. Apprendiamo che non esiste solo l’alienazione

Cambiamo comune: Comune di Compiano , Parma, 1092 abitanti. C’è il piano triennale, con il triennio di riferimento, e la lista degli immobili, obbligatoria per legge.

Poi, Comune di Malo, Vicenza, 14000 abitanti, notizia sul sito e link alla Delibera, dettagliata, numeri in chiaro.

Comune di ALLISTE, Lecce, 6700 abitanti.

All’inizio solo un documento di tre pagine, che spiega almeno di cosa si sta parlando. Ma guardando meglio c’è tutto, terreni da alienare, fabbricati da alienare, terreni da alienare, fabbricati da valorizzare, terreni generale.
Più vicino a noi: Comune di Recanati. C’è il regolamento e anche la lista del patrimonio immobiliare e finalmente anche il piano di alienazioni.

Il dilemma

Il sistema informativo del nostro Comune non può essere così sfortunato. E’ probabilmente lo stesso usato da decine di altri comuni. Contiene già molto probabilmente tutto, in forma elettronica. Atti, delibere, relazioni, piani, tabelle sono tutti redatti su computer. Come mai sul sito, che utilizza un software diffuso, non ci sono documenti importanti o gli allegati  visibili a tutti da qualsiasi posto e a qualsiasi ora?

Non tutto deve essere visibile, ma l’Amministrazione deve essere, quello che dichiara, una casa di vetro.

Il sito è invece, in alcune parti, una scatola vuota. Ci sono i titoli, ma non i documenti.

Un quattordicenne è oggi in grado di pubblicare in internet un proprio sito, tenere un diario personale, invitare ad una festa, caricare foto e disegni.

Siamo alla terza legislatura consecutiva (per orientamento politico), viene da chiedersi se in undici anni ci sia stato qualcuno che si sia preso la briga di verificare quello che i comuni mortali riescono a sapere degli atti pubblici.

Sul sito di un comune c’era:

Il decreto legge “Mille proroghe” del 18 dicembre 2009 ha stabilito, con un rinvio, che dal 1° luglio 2010 la pubblicità legale (degli Atti amministrativi) sarà invece garantita dalla sola pubblicazione sul sito web dell’ente.

 

Siamo ormai a metà maggio. Chiamiamo Superman?

Diego Tonon

 

QUALE FUTURO?

Dagli articoli di questa settimana pubblicati dalla stampa veniamo a sapere che l’assessore Pagano crede “FORTEMENTE NELLO SVILUPPO QUALITATIVO”.

Siamo contenti che qualcuno di questa amministrazione, oltre a noi del PD, sia fortemente preoccupato del futuro di questo paese.

Vorremmo però ricordare all’assessore Pagano che in passato altre amministrazioni avevano pensato di industriarsi ritenendo di dover realizzare attività commerciali gestite direttamente dal comune, come per esempio degli alberghi.

Purtroppo quelle strutture, che dovevano essere gestite dall’Amministrazione,  con guadagni certi per le casse Comunali, non hanno trovato più il consenso dei politici di turno che hanno deciso di fare un regalo ai costruttori che le dovevano realizzare, rinunciando al progetto.

Non solo. L’unico grande albergo-ristorante (il BIANCHI) sito in posizione centrale è stato ampliato, ma solo per essere trasformato in piccoli appartamenti e venduto col il beneplacito dell’amministrazione locale.

E CI VENITE A PARLARE DI SVILUPPO QUALITATIVO E DI NECESSITA’ DI IMPLEMENTARE LA RISTORAZIONE?    Ma mi faccia il piacere…. (direbbe Totò).

Sempre la stampa di paventa l’ipotesi che l’area della ex Scuola Diaz in Corso Matteotti potrebbe essere venduta, ma che anche su questo l’assessore Pagano avrebbe una idea originale.    Ci piacerebbe sapere quale.

 Sino ad oggi l’attuale amministrazione con gli immobili di proprietà della cittadinanza ha saputo farci solo una cosa: VENDERLI.

Vendere la Diaz sarebbe un grave errore sia per la posizione centrale che per la carenza di locali da destinare ad uso pubblico.

Semmai ciò fosse proposto, troverà certamente la ferma opposizione del PD.

Rileviamo, caso mai, che le strutture e le iniziative di natura commerciale che si vorrebbero realizzare sono di esclusiva iniziativa di privati (Mcdonald, centri commerciali e, non ultimo, il porto.)

E’ bene che i Comuni inizino invece a pensare che dovranno diventare coraggiosi e trasformarsi anch’essi in imprenditori, visto che i soldi per la gestione della cosa pubblica sono sempre meno e sempre più a carico dei cittadini.

Gli immobili di proprietà comunale, specialmente se in posizione centrale, hanno delle enormi potenzialità commerciali. Sfruttiamole.

Il Portavoce del Pd – Giovanni Brandoni

GIRO D’ITALIA: COSA LORO (MA NON PER VOLONTA’ NOSTRA)

Pensavamo, da poveri illusi, che il governo cittadino avesse avuto l’intenzione di coinvolgere il gruppo consiliare di opposizione nell’organizzazione dell’evento “Giro d’Italia” che ha visto come protagonista la nostra cittadina. Abbiamo invece appurato che il nostro caro Sindaco si è ricordato di chi le si oppone in consiglio comunale solo quando pretendeva che tutte le bacheche esposte in Corso Matteotti fossero addobbate a festa.

Abbiamo criticato la poca trasparenza con cui la nostra giunta ha gestito l’intero evento, ma abbiamo altresì pensato che questa del Giro fosse una straordinaria occasione promozionale per il nostro paese in ogni sua componente. Ed in questo senso avremmo voluto fare la nostra parte. Evidentemente la cosa non era gradita. E’ risultato chiaro che nei modi di fare del personale preposto al governo cittadino non è prevista la possibilità che per eventi che vedono interessata tutta la cittadinanza anche l’opposizione possa essere invitata a giocare anch’essa un ruolo importante. Invece, ancora una volta, ci siamo resi conto che il nostro sindaco vede l’opposizione e l’attività da questa esplicata come un terribile fastidio al quale sottrarsi in ogni modo.

Siamo stati, in ogni istante, favorevoli ad una gestione sana, corretta e trasparente di questo evento. Ma mai lo abbiamo visto in maniera negativa. Anzi, ne abbiamo sottolineato in ogni occasione gli aspetti importanti.

Evidentemente qualcuno voleva l’esclusività della medaglia al petto da indossare con arrogante orgoglio.

Come Partito Democratico, pensiamo che si sia persa una buona occasione di costruttiva cooperazione tra le rappresentanze politiche della nostra cittadina. Ed esprimiamo, per questo, tutta la nostra delusione.

Speriamo pertanto che, nel futuro, opposizione significhi, per il nostro sindaco, rappresentanza di cittadini di questo paese che non vogliono sentirsi di serie B.

E non una semplice bacheca da oscurare all’ultimo minuto addobbandola per il festoso evento.

      PARTITO DEMOCRATICO PORTO RECANATI

Siamo poveri?

La povertà è un concetto esclusivamente umano, difficilmente applicabile al soggetto Pubblica Amministrazione. Eppure, se c’è un Comune che possa definirsi povero, quello è proprio il nostro anche se, a guardare la bellezza del luogo, non si direbbe.

Abbiamo una bella piazza, un bel lungomare, abitazioni di valore, il sabato e la domenica c’è un sacco di gente…. E poi ?    E poi basta.

Che non ci fossero soldi da spendere i cittadini si erano accorti da piccole cose.

Per esempio, nel periodo natalizio l’Amministrazione aveva organizzato ben poche iniziative, comunque quasi nulla a carico delle casse comunali.

E quella illuminazione natalizia, ve la ricordate? Un filo di lucine povere povere…. 

A Natale le iniziative erano state scarse: unica novità, era arrivata la pista di pattinaggio presso la scuola Diaz. 

Ancora una volta, a sollevare le nostre velleità turistiche interveniva l’iniziativa privata.

Il Primo Maggio, mentre gli altri comuni vicini (Civitanova e P.S.Elpidio) si organizzavano e richiamavano turisti con eventi e concerti, noi ci affidavamo quasi esclusivamente ai ristoranti. 

Di Porto Recanati la stampa pubblicava … i menù turistici degli chalet.

Proprio in questi giorni l’Amministrazione Ubaldi tira le somme per vedere quanti soldi abbiamo a disposizione per investire nel futuro del nostro paese, dopo anni di amministrazione di centro destra.   

Per il Comune questo è periodo di bilancio.

Francamente, la situazione prospettata dall’assessore incaricato (Sirocchi) è parsa a tutta l’opposizione preoccupante, per non dire desolante. 

I soldi sono pochi, ma intanto organizziamo manifestazioni di due soli giorni (il Giro d’Italia) spendendo centinaia di migliaia di euro, per poi renderci conto che la spesa è eccessiva per le già esigue casse comunali. Ed allora chi è il colpevole?

Ma naturalmente Riccetti, il capogruppo dell’opposizione, per il solo fatto di aver denunciato la poca chiarezza  nella gestione dei conti pubblici. 

Se la cosa non confermasse la drammaticità della situazione, verrebbe da riderci sopra.  Quei soldi destinati al Giro, ci chiediamo, non sarebbe stato meglio spenderli per organizzare (finalmente) una stagione turistica decente dopo anni di inattività dell’amministrazione in tal senso ?

Gli interventi pubblici non rinviabili (strade, spiagge, manutenzione di edifici pubblici, ecc.) dipendono dalla vendita della ex scuola “Zanella”. Se il Comune non riesce a venderla, mancheranno le risorse. 

E’ evidente che l’amministrazione Ubaldi, per reperire risorse, continua con la solita politica autodistruttiva: vende immobili di nostra proprietà e svende il territorio per incassare gli oneri di urbanizzazione.  

I cittadini, da parte loro, sono costretti a pagare una esagerazione in tasse comunali (immondizia, acqua, Irpef comunale al massimo dell’aliquota).

Come se non bastasse, per far tornare i conti ora aumenta anche la Tarsu.

Ma vogliamo darvi un esempio per aiutarvi a capire.

Poniamo che voi viveste al di sopra delle vostre possibilità economiche: già indebitati con le banche, la casa ipotecata, diversi debiti. Quell’appartamento avuto in eredità da una zia ve lo siete già venduto… Non vi definireste nei  guai fino al collo?    

Ebbene, questa è la situazione di Porto Recanati. 

E POI DICONO CHE SAREMMO NOI A NON AMARE PORTO RECANATI.    VERGOGNA!

LIBIDINE DISFATTISTA

A volte basta poco per coniare slogan vincenti.  Silvio Berlusconi, in un momento di calo di  consenso popolare certificato anche dai sondaggi, mesi fa, si è inventato il  “Partito dell’Amore”.  E nei tempi dei Tg in mano a Minzolini  un concetto filosofico così basilare è sempre di forte impatto. “Noi siamo l’amore. Voi siete l’odio”

Chi non capirebbe una cosa del genere ?

Hai una responsabilità nella guida delle Istituzioni ?  Vedi che le cose stanno prendendo una brutta piega ed una opposizione vigile te lo fa notare facendo il proprio mestiere ? Ti accorgi che intorno a te gente preposta alla guida del sistema paese è corrotta, o si fa pagare a sua insaputa una parte cospicua del reale prezzo di un appartamento nel centro di Roma da un imprenditore amico ?

Quale è il problema ?   Uno slogan ci salverà.

Poteva non allinearsi  il nostro sindaco Ubaldi ad un tale modus operandi ?

Certamente no.

E così, non essendo per nulla abituata ad una opposizione che si dimostra realmente capace di svolgere il proprio compito (i migliori governi, da sempre, nascono da forti opposizioni….) si affida anch’ella al semplice e disarmante concetto Berlusconiano.

L’opposizione a Portorecanati la fanno dei libidinosi disfattisti”  

 

Questo pseudo insulto, ci riempie di gioia. Perché testimonia la bontà del nostro operato. Perché conferma che se picchiamo duro su concetti come il  rispetto delle regole,  la difesa del nostro amato territorio e della nostra salute, argomentando e criticando in maniera costruttiva, diamo fastidio al nostro sindaco.  Che, come sappiamo, non è abituato al confronto delle idee, alla discussione, ed a tutte quelle attività tipiche di una istituzione democratica.

Caro Sindaco, i tempi in cui chi le si opponeva siede ora nei banchi della maggioranza con incarichi importanti, se ne sarà accorta, sono finiti.  Le piaccia o no rappresentiamo la volontà e le idee della metà della popolazione di Porto Recanati. Si abitui, pur faticando, a questa idea.

E se non le spiace, si ricordi, in futuro, che ci sono delle regole da rispettare. E che il nostro comune non può essere amministrato come un Saloon nel Far West.

Provi ad adeguare il suo comportamento a questi canoni di elementare democrazia.

Noi, il nostro paese, lo amiamo. E ci dispiace vederlo così maltrattato dal suo operato.

                                                           PD  PORTO RECANATI

Comunicato PD dopo il Consiglio Comunale del 31.03

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 31 marzo 2010 il consigliere Fiaschetti (Lega Nord) lanciandosi in un attacco strumentale contro la consigliera del PD M. Grazia Pantone e allo stesso tempo appoggiando la mozione presentata dal gruppo Uniti per Porto Recanati nella quale si chiedeva un atto di disapprovazione alla costruzione dell’impianto di rigassificazione al largo della nostra costa, ha condizionato il proprio voto favorevole alla presentazione di un emendamento che, di fatto, imputava la responsabilità storica della costruzione dei rigassificatori al governo Prodi ed all’attuale segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani.

In merito il Partito Democratico di Porto Recanati comunica quanto segue:

a)      Il consigliere Fiaschettti ha riferito in aula dichiarazioni di Prodi e Bersani (favorevoli alla costruzione dei rigassificatori) riferite all’anno 2005, allorchè l’Italia era a rischio rifornimento del gas dipendendo dalla sola Russia. Nell’ultimo quinquennio sono state effettuate scelte in campo di strategia di approvvigionamento energetico, tramite l’apertura di nuovi gasdotti verso altri paesi produttori che hanno assicurato alla nostra nazione un rifornimento di gas più che sufficiente a garantire la copertura del fabbisogno totale. Non crediamo pertanto che gli stessi Prodi e Bersani oggi rilascerebbero le stesse dichiarazioni del 2005.

b)     Il Partito Democratico di Porto Recanati ha sempre tenuto, nei confronti della “problematica rigassificatore” un atteggiamento chiaro a differenza di altri partiti che oltretutto “governano” questo paese , proponendo da sempre che venga data la parola ai cittadini attraverso l’indizione di uno specifico referendum sulla materia.  Tale posizione è stata coerentemente ribadita nel programma elettorale del gruppo “Uniti per Porto Recanati”. 

c)      Rivendichiamo come PD locale una autonomia decisionale assoluta sulla problematica. Viviamo in questi meravigliosi luoghi e pensiamo che un partito moderno debba saper stare tra la gente, ascoltandola e tener conto dei pareri dei nostri concittadini.

d)     A tal proposito, abbiamo apprezzato l’atteggiamento politico del nostro governatore Spacca che dopo vari incontri con gli elettori ed i comitati a difesa del territorio, ha avuto il merito di sposare una posizione molto critica nei confronti della costruzione dell’impianto. Posizione che ha successivamente portato i tecnici della regione Marche ad esprimere una valutazione di impatto ambientale negativa. Pensiamo insomma, che questo è ciò che la politica dovrebbe sempre fare: tenere in debita considerazione il parere dei cittadini e plasmare successivamente le proprie scelte responsabilmente verso questa direzione.

e)     Ricordiamo che i Partiti della Sinistra a cui fa riferimento Fiaschetti che oggi si ergono a paladini della difesa del territorio, in primis l’assessore Amagliani (Rifondazione comunista), hanno appoggiato il Governo regionale quando in una prima fase sembrava possibilista alla realizzazione dei rigassificatori.

Invitiamo pertanto il consigliere Fiaschetti a non strumentalizzare elettoralmente la problematica del rigassificatore. Come responsabili e referenti politici del nostro elettorato, pensiamo che ognuno debba fare la propria parte ed esporsi prescindendo da retro pensieri tipici di una dietrologia politica molto poco costruttiva. Il paese deve sapere chi avalla politicamente tale deleteria opera e chi no.  E’ pertanto giunto il momento della chiarezza delle posizioni da assumere nei confronti della cittadinanza.

PARTITO DEMOCRATICO PORTO RECANATI