PRIMO PROGETTO:
PORTO RECANATI UNA CITTA’ NUOVA
Porto Recanati è una cittadina viva e moderna. Negli ultimi anni i governi locali hanno attuato molti progetti (soprattutto edilizi) ma pochissimi programmi che fossero diretti a migliorare la città sotto il profilo sociale, culturale, e ambientale.
Porto Recanati con la sua recente espansione urbanistica ha assunto la veste di cittadina “colorata” ma al contempo ha assistito inerme all’accrescersi dei problemi di viabilità, di qualità della vita, di delinquenza.
Dopo tanti progetti vogliamo programmare una “città nuova”, perché nuove sono le sfide che dobbiamo affrontare, perché solo così potremo contare su quella coesione sociale e su quella comune identità che rappresentano il grande patrimonio di Porto Recanati.
Vogliamo promuovere una nuova stagione di sviluppo, che ponga al centro della sua attenzione la qualità della vita e la sostenibilità ambientale, la sanità, la sicurezza, i servizi ai cittadini e l’integrazione razziale.
Con i punti programmatici che seguono vogliamo innanzitutto che Porto Recanati divenga una città nella quale la sicurezza dei cittadini sia un diritto che l’amministrazione dello Stato, nelle sue diverse articolazioni, deve garantire. Vogliamo contrastare con fermezza tutto ciò che provoca insicurezza per costruire una città alla quale uomini e donne sentano di appartenere; una cittadinanza rispettosa delle regole per una serena convivenza.
Pensiamo ad un nuovo welfare di comunità, capace di andare oltre i servizi, di progettare interventi per prevenire il disagio.
Pensiamo ad una città solidale e cooperativa, una città del fare insieme.
Vogliamo promuovere la qualità del nostro sistema territoriale, e prioritari saranno gli investimenti nella mobilità sostenibile; vogliamo dotare la nostra città di percorsi preferenziali per pedoni e biciclette e programmare nuove modalità di accesso al centro.
Porto Recanati deve diventare una città ad alta qualità sociale, che vuole garantire a tutti il diritto alla salute, all’istruzione come leva per l’affermazione della persona, valorizzando e premiando i meriti, i talenti e le competenze, senza privilegi.
Lavoreremo per una forte collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, e soprattutto coi Quartieri, al fine di produrre crescita e benessere sociale nell’esclusivo interesse di tutti i cittadini.
Una leale collaborazione e una più forte cooperazione saranno indispensabili per una nuova pianificazione, per un uso corretto del territorio, per semplificare le procedure amministrative, per ridurre i tempi e migliorare l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione.
Per realizzare i nostri progetti vogliamo aprire nuove modalità di comunicazione ed informazione con i cittadini, rafforzare nuove forme di partecipazione attraverso internet ed i Forum.
Vogliamo garantire più partecipazione sui progetti che avanzeremo, arrivando in tempi certi a scelte condivise con i cittadini.
SECONDO PROGETTO:
I CITTADINI PROTAGONISTI
La partecipazione attiva dei cittadini alle scelte strategiche è condizione essenziale per garantire più qualità della vita, più sviluppo, più libertà.
Un governo locale, moderno ed attento ai vecchi e ai nuovi bisogni, deve infatti sostenere e moltiplicare le opportunità di una società che vogliamo più aperta e responsabile.
L’ascolto ed il confronto sono per noi fattori che determinano quella coesione sociale che da sempre è elemento positivo di crescita complessiva della nostra città.
Dobbiamo moltiplicare tempi e modi di “ascolto delle esigenze”. Da questo punto di vista, le nuove tecnologie e gli strumenti della comunicazione contemporanea potranno essere fondamentali.
I cittadini dovranno sempre più sentire l’Amministrazione come la loro casa.
In tre parole: efficienza, semplificazione e trasparenza nella comunicazione, nell’informazione e nelle procedure.
Accanto alle forme tradizionali di accesso agli atti della pubblica amministrazione, pensiamo ad un portale del Comune, nel quale il cittadino possa trovare tutte le informazioni disponibili sui provvedimenti emessi, sulla vita della città, sulle scelte di governo e dove possa accedere direttamente ad una serie di servizi, nonché esporre le proprie istanze.
Per ciò che riguarda poi gli organismi istituzionali della partecipazione, ci impegniamo a migliorare il rapporto tra Quartieri ed Amministrazione Pubblica, sia per quanto riguarda il coinvolgimento sugli atti programmatori, sia per quanto riguarda i tempi di risposta alle istanze provenienti dal territorio.
Altro punto di forza sarà l’associazionismo, una realtà radicata e diffusa ma completamente negletta negli ultimi anni.
L’Amministrazione comunale garantirà le condizioni affinché questa immensa ricchezza e forza della nostra comunità possa continuare ad esprimersi e a diffondersi.
In questo contesto riteniamo opportuno istituire un sistema di Consulte cittadine (Operatori Turistici, Pescatori, Commercianti, Imprese commerciali, Società Sportive, Volontariato) quale strumento prezioso, per costruire una sinergia tra pubblico e privato.
Quartieri e associazioni che perseguono finalità “meritevoli” avranno garantite apposite sedi e spazi da destinare ad incontri, convegni, feste.
Ribadiamo che l’ascolto ed il confronto con i cittadini, singoli o associati, e la loro partecipazione ai percorsi decisionali sono per noi un valore non negoziabile. Sarà nostro preciso impegno assumerci sino in fondo l’onere delle scelte e garantire la certezza dei tempi nei quali esse saranno fatte.
L’obiettivo è quello di riuscire a coordinare, armonizzare e mettere in relazione i tempi sociali e quelli individuali, gli orari di lavoro e quelli dell’organizzazione famigliare, gli orari della scuola e quelli del tempo libero. Vogliamo promuovere e migliorare la qualità della vita, che dipende anche dall’organizzazione e dall’uso che facciamo dei tempi e degli orari: i nostri, quelli degli altri, dei luoghi che abitiamo, dei servizi che utilizziamo, dei percorsi lungo i quali ci spostiamo e, più in generale, della città.
Occorre infine diffondere la cultura del rispetto a partire dalle scuole.
In una città sicura il non rispetto delle regole e delle leggi non può mai essere tollerato, perché quelle regole e quelle leggi sono state erette a tutela della libertà e dell’integrità personale dei singoli, in particolare dei più deboli. Noi partiamo da qui.
Porto Recanti è attraversata da fenomeni criminali che in questi anni hanno aumentato la percezione di insicurezza tra i cittadini. Si tratta di una questione alla quale non va data una risposta né statistica né superficiale.
La sicurezza dei cittadini deve allora essere garantita da una pluralità di approcci, di misure progressive, di nuove forme di collaborazione tra i poteri pubblici, statali e locali, che devono coinvolgere tutti i cittadini e devono dare risposte concrete.
Ci proponiamo quindi di realizzare sistemi di videosorveglianza, nelle aree più sensibili della città. Ci proponiamo di potenziare ulteriormente l’organico della Polizia Municipale con l’obiettivo di aumentarne la presenza sul territorio e rafforzare il coordinamento e la collaborazione tra gli tutti gli operatori della sicurezza in ambito urbano. Una delle nostre priorità è quella di garantire il controllo e la prevenzione nell’arco delle 24 ore, ed evitare che durante le ore notturne, non solo il centro ma l’intera cittadina, diventino teatro di atti di microcriminalità e/o vandalici che generano paura ed insicurezza.
C’è in ogni caso bisogno di una strategia integrata, in cui all’opera di controllo e di protezione delle diverse aree territoriali si affianchino strategie diversificate di prevenzione, di mediazione e di governo del territorio, volte a rafforzare il rapporto di fiducia tra il cittadino e le istituzioni ed a progettare nuovi modelli di convivenza. La migliore risposta all’insicurezza dei cittadini è insomma una città viva, partecipata, ricca di relazioni umane e culturali.
Una città in cui il rispetto delle regole, la cultura della legalità e la responsabilità individuale siano patrimonio condiviso da tutti; dove l’Amministrazione da un lato e le forze di polizia dall’altro, ognuno con il proprio ruolo e le proprie responsabilità, sappiano anche riconoscere e contrastare senza tentennamenti quei luoghi di degrado spesso fonte di insicurezza e paura tra i cittadini.
La conoscenza è il presupposto l’integrazione: è questo il principio che segna la novità, che supera l’idea dell’integrazione vissuta come un problema da risolvere verso la prospettiva di un’opportunità da cogliere.
In una tale prospettiva il pensiero va immediatamente alla scuola.
Il crescente numero di alunni figli di famiglie immigrate disegna nei fatti una società multietnica e interculturale. Porto Recanati è cambiata e sta cambiando e servono ricette per questa tendenza in crescita.
Occorre partire dalla conoscenza reciproca che deve essere il motore di quell’accoglienza preziosa che quotidianamente la scuola riserva ai ragazzi stranieri. Dobbiamo ripartire dalla scuola perché essa può giocare in questo ambito un ruolo di prevenzione straordinaria. Perché se oggi l’integrazione a scuola riesce, si allontanano per il futuro scenari di conflitti sociali e si disegna una società che cresce multietnica, unita e coesa.
Una Consulta dei cittadini stranieri potrebbe costituire un passaggio essenziale per la loro partecipazione alla vita pubblica, in mancanza del diritto di voto alle elezioni amministrative. Dovrà essere un luogo di integrazione politica e istituzionale, capace di discutere e risolvere i problemi aperti nella città e strumento essenziale dell’Amministrazione per concertare le azioni dirette ai cittadini stranieri.
Il confine di una società aperta è dettato dalla cultura della legalità e dal contrasto all’immigrazione clandestina. Intendiamo impegnarci nel contrasto all’impiego di manodopera clandestina e allo sfruttamento della condizione di clandestino.
TERZO PROGETTO:
PORTO RECANATI TURISTICA
E’ necessario affermare un’immagine di Porto Recanati legata al turismo ambientale e culturale, migliorare l’offerta turistica trovando il perfetto equilibrio tra turismo di quantità e turismo di qualità.
Si dovrà affermare un turismo legato ad un’offerta di spazi verdi qualificati, di percorsi ciclabili cittadini, di luoghi a misura di bambino, di occasioni di relax e di svago di conoscenza e valorizzazione della storia e delle tradizioni locali.
Inizieremo dalle piccole cose, dalla cura del verde, dalla pulizia degli arenili, dall’apertura di spazi con forte vocazione turistica del tutto “dimenticati”, come la Pineta, la Pinacoteca, il Castello Svevo, il Museo del Mare, l’ Area Archeologica Potentia.
La riqualificazione dell’offerta turistica dovrà essere accompagnata da una politica di investimento sul fronte della promozione dell’immagine del Paese. Fiere, marketing turistico, progetti di incoming dovranno essere sviluppati all’unisono per ridare lustro agli antichi “fasti” della tradizione turistica cittadina.
In collaborazione con le associazioni di categoria si dovranno approntare strategie ed interventi di difesa della costa dai fenomeni di erosione, ma questi dovranno essere espressione di politiche che sfruttino le migliori conoscenze scientifiche, che non si risolvano soltanto con il “traffico della sabbia”: un intervento a lungo praticato ma certamente miope, costoso ed assolutamente inefficace.
QUARTO PROGETTO:
PORTO RECANATI SOLIDALE
L’idea di fondo è quella di dar vita a un territorio capace di coniugare sviluppo e solidarietà, convinti che sia necessario affiancare ad un’economia che riesce ad essere competitiva, affrontando le sfide del mercato globale, una rete solida di servizi alla persona capace di rafforzare la coesione sociale della nostra comunità.
Le politiche sociali non sono semplici azioni o interventi di carattere riparatorio per arginare problemi. Spesso sono volte a lenire il disagio ed i drammi delle famiglie e delle persone. Tuttavia, devono essere considerate come politiche indispensabili per garantire la libertà di vita delle persone e delle famiglie e di conseguenza dell’intera comunità. La solidità e la diffusione di tali politiche sono infatti essenziali per garantire a tutti la possibilità di intraprendere i propri percorsi di vita e perseguire le proprie aspirazioni liberamente.
L’associazionismo ed il volontariato rappresentano un patrimonio di valori insostituibili nella costruzione di quel welfare di comunità da cui dipendono in gran parte il benessere e la salute dei nostri cittadini.
Tra i bisogni principali va evidenziato il sostegno alla non autosufficienza, agli anziani, alle famiglie.
La domiciliarità ed il lavoro di cura sono molto più che il semplice svolgimento di funzioni assistenziali, ma privilegiano l’investimento relazionale, la presa in carico dei bisogni, lo scambio di affettività. Da questo punto di vista le famiglie sono fondamentali; da qui l’obiettivo strategico di definire politiche sociali di conciliazione dei tempi di vita e del lavoro domestico.
Negli ultimi anni molte famiglie hanno scelto di accudire l’anziano non più pienamente autosufficiente o la persona con disabilità all’interno delle mura domestiche, spesso ricorrendo alla crescente disponibilità delle assistenti domiciliari. La complessità e l’articolazione che caratterizzano la diffusione delle assistenti domiciliari ci suggeriscono un approccio nuovo e integrato tra le politiche migratorie, del lavoro, fiscali e sociali, al fine di garantire il rispetto della dignità degli assistiti e di chi li assiste.
La sfida che abbiamo di fronte è quella di innovare la spesa sociale per dare vita a un welfare che non solo si prenda cura, ma che si occupi di investire sulle persone, attraverso la qualificazione del sistema dei servizi esistenti per garantire una maggiore flessibilità, per dare risposte ai bisogni complessi.
L’asse strategico per realizzare tale obiettivo è il consolidamento del welfare di comunità ed il rafforzamento di un patto territoriale tra le amministrazioni pubbliche e associazionismo, che nel nostro territorio è una realtà forte e vivace ma poco considerata.
Occorre continuare a lavorare per individuare e contrastare situazioni di disagio giovanile fisico e psicologico, confermando e rafforzando i servizi presenti insieme al sistema scolastico, all’associazionismo sportivo ed al volontariato.
L’allungamento della vita e il conseguente invecchiamento della popolazione ci spingono a promuovere politiche sociali che, oltre a consolidare la rete dei servizi assistenziali (anche domiciliari), puntino sempre più sulla prevenzione.
Intendiamo promuovere, attraverso il sostegno alla rete dei Centri Sociali e delle attività di Promozione e del Tempo Libero, momenti di socializzazione che contrastino il rischio della solitudine, favorendo così l’incontro e la relazione tra le persone. L’obiettivo è quello di stimolare i nostri anziani ad uscire di casa per continuare a guardare la vita con curiosità ed interesse.
Non ci accontentiamo di aver dato più anni alla vita. La nostra sfida è dare più vita agli anni.
A Porto Recanati va ricostruita una fitta rete di servizi rivolti all’infanzia, all’adolescenza, agli anziani, alle persone svantaggiate.
Vogliamo dare sostegno alla genitorialità, anche attraverso la qualificazione dei servizi all’infanzia, nonché dei servizi educativi per i primissimi anni di vita.
Porto Recanti deve diventare una città amica dell’infanzia.
L’obiettivo sarà quello di creare un sistema che tenga conto delle nuove esigenze derivanti dagli impegni di lavoro e di studio e di quelle derivanti dai doveri di cura e di responsabilità familiari.
I nidi d’infanzia non hanno ancora raggiunto una dimensione sufficiente a dare risposte alle reali necessità, per questo intendiamo sperimentare le nuove opportunità che ci vengono dalle esperienze di altre regioni, come ad esempio quella dell’educatrice domiciliare.
Intendiamo inoltre promuovere la realizzazione di un asilo nido comunale attraverso le nuove opportunità offerte dal partenariato pubblico-privato, l’ampliamento e la riqualificazione della scuola materna.
Un altro obiettivo importante sarà quello di realizzare nuove politiche per le famiglie.
La profonda crisi economica degli ultimi tempi ha determinato ripercussioni pesanti sulle condizioni di vita delle persone che vivono di pensione, delle famiglie monoreddito, dei giovani precari.
I figli sono una risorsa, ed è per questo che vogliamo sostenere le famiglie attraverso l’introduzione di nuove politiche e nuovi regolamenti per agevolare quelle numerose o nelle quali sono inserite persone non autosufficienti, o che si trovano in condizione di disagio.
Vogliamo promuovere e valorizzare il potenziale sociale delle famiglie e delle persone, diffondendo iniziative di auto-mutuo-aiuto tra le medesime, e favorendo reti di solidarietà per accrescere i livelli di reciprocità.
Merita una riflessione l’aumento crescente del numero delle famiglie mono-parentali, dove è soprattutto la donna a sopportare i maggiori oneri di cura. A queste situazioni la nostra città deve garantire le stesse opportunità nell’accesso ai servizi, senza alcuna discriminazione.
Il Comune dovrà investire risorse per nuovi servizi educativi, un asilo nido ed una rinnovata scuola dell’infanzia, anche attraverso la realizzazione di edifici ad alto tenore qualitativo e ambientale.
Il Servizio Sanitario deve essere universale: tutti vi contribuiscono secondo il proprio reddito e tutti lo possono utilizzare in base al proprio bisogno. Deve essere pubblico ma aperto alla collaborazione con gli operatori privati accreditati. Deve essere moderno e al passo con le innovazioni scientifiche e tecnologiche e con i progressi che la medicina propone quotidianamente. Infine deve mettere al centro la persona, titolare del diritto alla salute.
Promozione della salute, prevenzione, diagnosi e cura.
Promuoveremo Piani per la Salute, che possono essere considerati come un sistema di responsabilità sociale allargata e condivisa.
Vogliamo contribuire a rafforzare e diffondere un sistema sanitario locale sempre più efficiente ed efficace, in grado di rispondere in modo appropriato ed in tempi ragionevoli alle necessità delle persone.
QUINTO PROGETTO:
LA CASA, UN DIRITTO PER TUTTI
Oggi un numero sempre maggiore di persone e famiglie esprime una crescente difficoltà nel soddisfare il proprio bisogno di casa. Ciò dipende da condizioni di precarietà, anzitutto economica, nella quale alcune vivono, oltre che da una difficoltà di accesso al credito.
Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica hanno rappresentato fino ad ora lo strumento principale per dare risposta al bisogno della casa. Oggi però, questo sistema risulta non essere più sufficiente. I giovani portorecantesi sono costretti a lasciare il loro Paese ed andare a vivere altrove, a Montelupone piuttosto che a Potenza Picena.
Siamo convinti che il tema casa vada affrontato attraverso una pluralità di politiche e di interventi che vanno dai contributi per l’affitto e l’acquisto, ad iniziative di calmierazione del mercato.
Anche il Fondo sociale per l’affitto va sostenuto, perché rappresenta una risposta importante al problema casa, considerando che negli ultimi cinque anni si è riscontrato un aumento delle domande e dei contributi erogati.
Vogliamo riservare un’attenzione particolare ai giovani che guardano al futuro con incertezza e timore, che faticano ad elaborare prospettive o progetti di vita.
Si tratta di promuovere un’iniziativa concreta per favorire le loro opportunità lavorative, valorizzando nuove professioni anche attraverso il ruolo fondamentale delle scuole, dell’Università e delle associazioni di impresa.
Risulta quindi necessario definire linee guida per politiche abitative specifiche rivolte ai giovani, valorizzando le opportunità offerte dal mercato che individuano nuove modalità e strumenti, quali ad esempio il credito agevolato.
SESTO PROGETTO:
IL SAPERE E LA CULTURA
PER UNA MIGLIORE QUALITA’ DELLA VITA
Vogliamo favorire l’accesso alla formazione, ai saperi ed alla cultura superando gli ostacoli socio economici, psicologici e culturali che impediscono un coinvolgimento pieno e consapevole di tutti i cittadini.
Vogliamo facilitare e promuovere l’accesso ai luoghi della formazione e della produzione culturale per eliminare i rischi di isolamento, di esclusione sociale e per consentire ad ognuno di esprimere al meglio se stesso stimolando e favorendo la relazione con gli altri.
Vogliamo realizzare il progetto “Scuole aperte”, ovvero scuole aperte anche di pomeriggio, scuole che diventano sempre di più luoghi di incontro, di formazione e di aggregazione anzitutto per gli studenti, poi centro animatore della vita culturale e aggregativa dei quartieri.
Pensiamo agli spazi scolastici polifunzionali come un patrimonio immenso a disposizione dei quartieri. Biblioteche, sale riunioni, sale polivalenti destinate a diventare occasioni per attività ben oltre l’orario scolastico. Già in diverse città vi sono scuole con spazi che funzionano e sono vissuti al pomeriggio ed anche alla sera per attività che si aprono a tutti. Una sorta di mini campus territoriali che possono rappresentare luoghi sicuri di aggregazione.
Una cultura viva per una società migliore.
La cultura è un fattore straordinario di crescita individuale e collettiva.
E’ uno strumento di coesione sociale, di comunicazione, di integrazione tra i generi, le generazioni, i gruppi e le etnie del territorio.
Porto Recanati in questi ultimi anni non ha praticamente tenuto alcuna politica culturale.
Per questo maggiore attenzione andrà prestata ai nuovi linguaggi e alle moderne tecnologie, alle nuove arti, alle nuove professioni, alle relazioni col mondo universitario e della ricerca, agli scambi internazionali.
Tra gli obiettivi principali dei prossimi anni c’è quello di aprire “cantieri della cultura”, “officine di pensiero” fruibili da tutti.
Non meno importante sarà la necessità di trovare uno spazio idoneo dove valorizzare il Museo del mare, la Pinacoteca cittadina presso il Castello Svevo e ridare dignità all’Arena Beniamino Gigli, sia per quanto riguarda il cartellone, sia per quanto riguarda la struttura, unica nel suo genere.
SETTIMO PROGETTO:
L’AMBIENTE E LA QUALITA’ DELLA VITA: PORTO RECANATI GUARDA AL FUTURO
Le risorse ambientali non sono inesauribili.
Nel progettare e governare Porto Recanati nei prossimi anni, occorre partire da questa presa d’atto per garantirci un futuro.
In questo senso, il tema ambientale deve essere considerato fondamentale per osservare, valutare ed orientare le proposte di governo di una comunità.
Risparmio energetico, bioedilizia, certificazione energetica degli edifici, acquisti verdi, sviluppo della rete di teleriscaldamento, fonti energetiche rinnovabili: sono questi i campi di intervento sui quali intendiamo impegnarci per tutelare e migliorare la qualità della vita della nostra città.
Ogni azione di risparmio significa un contributo positivo per l’ambiente e una nuova opportunità per la nostra economia.
Si dovrà procedere tra le altre cose all’ammodernamento del parco mezzi comunale che dovrà caratterizzarsi per veicoli a basso impatto ambientale (metano, elettrico…), e a scelte di questo tipo occorrerà dare ulteriore e notevole impulso.
Per quanto riguarda il verde pubblico intendiamo approvare un Piano del verde attraverso il quale creare una “rete” che colleghi il lungomare ai parchi urbani cittadini e si estenda fino ai “nuovi” parchi fluviali del Potenza, del Musone e della Pineta.
Risparmio energetico, bioedilizia, certificazione energetica degli edifici, risparmio idrico, fonti energetiche rinnovabili: in questi anni le opere comunali ed in particolare le nuove scuole, lo stadio, le palestre realizzate, non hanno minimamente perseguito l’obiettivo di sviluppare un’edilizia di qualità che garantisse non solo il maggiore risparmio energetico possibile ma anche il semplice rispetto degli standard urbanistici.
Noi intendiamo introdurre questi principi nell’edilizia pubblica ed in quella privata, sia residenziale che produttiva, aggiornando gli strumenti regolamentari a partire dal pieno recepimento della nuova normativa nazionale e regionale.
Potranno inoltre essere messe in campo forme di incentivazione economica a favore dei cittadini che favoriscano scelte orientate al risparmio energetico, sia riguardo alla nuova edilizia, sia alla ristrutturazione dell’esistente.
A proposito del problema rifiuti bisogna innanzitutto prendere atto che in questi anni la raccolta differenziata è cresciuta.
L’obiettivo è quello di arrivare ad almeno il 60% di RD così come previsto dalla normativa vigente. Essa da sola non è sufficiente a dare una risposta al problema della corretta gestione dei rifiuti, e in tal senso vanno ricercate sinergie, in particolare con i privati, al fine di ridurre alla fonte la produzione di rifiuti.
Per quanto riguarda il tema del rumore, nei primi mesi del nuovo mandato sarà adottato il Piano di zonizzazione acustica della città, sul quale, prima della sua approvazione definitiva, vi sarà un approfondito confronto con la città.
Sempre su tale tema pensiamo di studiare e creare un sistema di barriere anti rumore sulla linea ferroviaria e lungo le grandi arterie stradali (A14 e SS 16).
Qualità di aria ed acque e controllo del territorio:
Effettueremo un monitoraggio severo su scarichi, scoli, fognature, acque fluviali, marine e di falda. Ci adopereremo per mantenere elevata l’attenzione su tutte le possibili fonti di inquinamento (smog, elettrosmog inquinamento chimico batteriologico ed acustico). Studieremo progetti per “incubare” tutti gli scarichi che sversano direttamente in mare (fiumarella ecc….).
Fontanelle pubbliche e una qualità della rete idrica che possa finalmente garantire un’acqua non solo potabile ma anche bevibile saranno il nostro sogno.
OTTAVO PROGETTO:
UNA CITTA’ CHE CRESCE E SI RINNOVA
Dopo una lunga stagione di crescita “selvaggia”, intendiamo porre al centro dello sviluppo urbanistico la questione della sostenibilità ambientale e di salvaguarda del territorio.
Pensiamo ad uno sviluppo di qualità.
Pensiamo ad uno sviluppo sostenibile capace di valorizzare le risorse ambientali, naturali e storico-culturali di cui la città è ricca.
Pensiamo ad uno sviluppo che accresca gli spazi collettivi e le infrastrutture per una migliore mobilità.
Pensiamo ad un ambiente più sicuro per rendere la città più vivibile.
Vi è inoltre l’obiettivo di mettere finalmente mano al quello che dovrà essere definito non tanto un “piano del traffico” ma un Piano urbano della mobilità che persegua le seguenti finalità:
- Estendere, discutendo e concordando previamente con le organizzazioni di categoria, la ZTL in centro sia quanto ad aree sia quanto ad occasioni di chiusura;
- Zonizzare i PASS;
- Sviluppare un sistema graduato di limitazioni che faccia da “filtro” al traffico veicolare a beneficio delle periferie e delle aree “a ridosso dell’isola pedonale”.
- Meccanizzare i sistemi di controllo degli accessi nelle zone ATL.
La redazione del nuovo Piano dovrà prioritariamente affrontare il tema del trasporto pubblico locale al fine di renderlo rispondente ai reali bisogni dell’utenza. A tal riguardo pensiamo di ricorrere a forme “ alternative” di trasporto urbano quali:
Trenini turistici che colleghino (non solo in estate) la periferia ed i periferici al centro urbano;
Progetti di Bike Sharing;
Garanzia della continuità, dell’efficienza e della qualità del servizio di trasporto pubblico con autobus durante tutto l’anno.
Intendiamo realizzare piste ciclabili e percorsi ciclo-pedonali preferenziali in centro per creare una vera rete funzionale alle esigenze di spostamento dei cittadini. Proseguiremo su questa strada, migliorando i collegamenti tra i centri attrattori (centro storico, servizi sanitari, stazione ferroviaria) e i quartieri.
Infrastrutture per la mobilità.
Pensiamo in tal senso di portare avanti seguenti progetti:
- Realizzare una rotatoria sulla SS 16 all’incrocio tra Viale dei Pini ed il sottopasso di Via De Gasperi;
- Realizzare una strada di collegamento tra il Quartiere Montatrice ed il cavalcavia;
- Costruire una scala nella parte sud ovest del cavalcavia;
- Prolungare i sottopassi di Via De Gasperi e di Viale Dei Pini;
- Semaforo e strisce pedonali tra la S.S. 16 e Via Beniamino Gigli.
- Prolungare il sottopasso della stazione.
Manutenzione.
Dedicheremo particolare attenzione al settore manutentivo per essere più vicini alle esigenze dei nostri cittadini, giovani, anziani e persone con disabilità.
I nuovi investimenti e le manutenzioni non possono essere disgiunti, ne andrebbe dell’immagine e del decoro della città e della qualità dei servizi stessi.
Una buona gestione del patrimonio pubblico deve caratterizzarsi con adeguati e costanti interventi manutentivi.
Gli investimenti di riqualificazione urbana dovranno investire nei prossimi anni soprattutto le zone periferiche.
Pensiamo a nuovi marciapiedi nella zona sud di Porto Recanati (Hotel House e Pineta) alla realizzazione di un adeguato impianto di illuminazione sia nella zona sud sia nella zona nord (Montecatini)
Lavoreremo per una città senza barriere architettoniche affinché tutti i cittadini possano viverla pienamente. Nelle nuove realizzazioni e negli interventi di ristrutturazione, prioritaria sarà l’eliminazione di ogni ostacolo alla mobilità delle categorie di cittadini più svantaggiate e delle persone con disabilità. Quindi adotteremo un programma teso a rendere più sicuri i semafori per le persone non vedenti, dotandoli di appositi dispositivi sonori.
In stretto rapporto con i centri sociali e le associazioni sportive, coglieremo le istanze che ci verranno rivolte per rispondere alle esigenze crescenti di socializzazione diffusa su tutto il territorio.
Oltre a quelle materiali e visibili oggi esistono anche infrastrutture immateriali, le novità tecnologiche sono entrate a far parte del nostro quotidiano, personal computer, Internet, cellulari hanno rivoluzionato la nostra vita migliorandola.
Anche una città viva come Porto Recanati deve continuare a mantenersi al passo con le nuove opportunità offerte. Infatti, un obiettivo importante è la realizzazione di un portale internet dedicato ai giovani, come punto di riferimento per le opportunità gli scambi e le informazioni.
Il nostro impegno sta nel proseguire il cammino intrapreso del passaggio all’Open Source per diffondere il Software Libero, rispondendo così anche alla richiesta di trasparenza e risparmio, opportuni anche per la Pubblica Amministrazione.
Il Quartiere rappresenta una grande opportunità quale strumento pubblico di programmazione, non burocratico, capace di interpretare le istanze territoriali rilanciandole in una dimensione più ampia. La programmazione è declinata principalmente nelle materie della pianificazione territoriale, della programmazione economica, delle politiche sociali e della formazione. Per assolvere con la massima efficacia ad un tale impegno programmatico occorre ritornare a pensare ai Quartieri, rendendoli partecipi ai processi decisionali. A questo proposito intendiamo fare proprio della nostra amministrazione quell’utile strumento di democrazia diretta che è il bilancio partecipato.
NONO PROGETTO:
UN NUOVO PATTO TRA LAVORO, IMPRESA,
SCUOLA E UNIVERSITA’
Porto Recanati è una città attraente, lo è meno per l’offerta di lavoro. Dobbiamo sovvertire questa caratteristica.
L’attuale momento di crisi economica rappresenta un fattore devastante per la perdita delle occasioni occupazionali. Non sappiamo ancora quali saranno le ricadute della crisi sul mercato immobiliare e turistico ma è certo che dovremo far fronte a questa nuova emergenza.
Lo faremo sostenendo le imprese locali, in quanto impresa e lavoro sono due facce della stessa medaglia quando si persegue l’obiettivo comune di implementare il benessere della comunità. Ne sono un esempio le nostre imprese turistiche, orgoglio e peculiarità di questa città, che hanno saputo stimolare e far crescere l’offerta turistica del paese.
Vogliamo tendere all’obiettivo di una occupazione stabile e di buona qualità in risposta al dilagare in questi ultimi anni di forme di lavoro precario.
E’ fondamentale accompagnare il percorso di lavoro e supportare la flessibilità e la mobilità con una maggiore sicurezza sociale.
La precarizzazione del lavoro produce effetti devastanti di marginalizzazione degli individui e di certe fasce sociali, e soprattutto determina estraneità ed indifferenza nel rapporto tra il lavoratore e l’azienda. Questo fatto rischia di incrinare o di rompere il patto tra il lavoro e l’impresa.
La precarizzazione porta con sé un’insicurezza nella prospettiva di vita che colpisce le generazioni più giovani e questo è un fatto che non ci può lasciare indifferenti.
Un giovane senza una solida famiglia alle spalle, a fronte di un lavoro precario, non riesce a costruire un proprio progetto di vita, una casa, una famiglia e dunque non riesce a guardare al futuro con serenità.
Educare alla cultura d’impresa è un grande obiettivo di innovazione.
La simulazione di progetti imprenditoriali fin dalla scuola superiore forma l’attitudine alla relazione, la capacità al lavoro di squadra, il senso di responsabilità, oltre alla valutazione della compatibilità economica di un’idea. Educa alla concretezza.
Il commercio è per sua natura attività dinamica e che promuove relazioni; le azioni di sostegno ad esso saranno riconfermate nella consapevolezza che esso è un motore di crescita e sviluppo non solo economico.
Il centro storico, tutto il territorio troveranno nel nuovo Piano Commerciale Comunale opportunità di crescita.
Nel centro storico, al fine di favorire una maggiore vivacità degli spazi riqualificati, promuoveremo l’idea di un mercato all’aperto.
La promozione turistica verrà potenziata Su questi presupposti metteremo in campo azioni di marketing territoriale per valorizzare le nostre potenzialità di sviluppo ed incentivare l’imprenditorialità del territorio anche con l’aiuto delle tecnologie informatiche e web.
DECIMO PROGETTO:
PORTO RECANATI UNA CITTA’ DI SPORT
Porto Recanati è una città di sport praticato, dove esiste un tessuto prezioso di società sportive molto attivo e radicato.
L’incentivazione alla pratica sportiva giovanile è dunque una direzione fondamentale che vogliamo continuare a sostenere ed accompagnare con impegno e risorse adeguate.
La nostra è una città nella quale lo sport coinvolge le persone in misura sempre maggiore in tutte le età della vita. Per rispondere alle esigenze di questo ricco e articolato tessuto sportivo, capace davvero di tenere assieme la promozione dello sport con la dimensione agonistica più evoluta, occorrono impianti adeguati ed all’avanguardia.
Occorre continuare a dotare la città di nuovi impianti e mantenere e migliorare un’impiantistica sportiva molto ricca e molto vissuta, ma che al contempo mostra i segni del tempo.
Investiremo risorse importanti in questa direzione, così come continueremo ad affidare la conduzione e la gestione di tutti i complessi sportivi alle società e associazioni dello sport che sono il primo e migliore custode di questo grande patrimonio pubblico.
Negli ultimi anni sono state interpretate con successo alcune forme di partenariato tra pubblico e privati che hanno permesso la realizzazione di nuovi impianti sportivi attraverso una positiva sinergia delle risorse messe in campo. Tra queste, lo strumento del project financing potrebbe rappresentare la strada per realizzare un nuovo complesso natatorio e polifunzionale. È una strada che può essere percorsa e potenziata anche in futuro, per dare risposte adeguate a tutte le esigenze impiantistiche.
Lo sport vissuto da protagonisti è una dimensione fondamentale per la crescita formativa di ogni bambino, ragazzo o adolescente.
Per questo è importante continuare a sostenere il progetto, all’esordio in questa stagione, al quale hanno aderito tutte le quaranta società sportive, che offrono attività giovanile. Esso prevede l’accesso alla pratica sportiva a costi agevolati per quelle famiglie che si trovano in situazione di disagio o di difficoltà economica. I nuclei famigliari con una ricchezza ISEE al di sotto dei 15.000 Euro potranno godere di sconti (fino all’esenzione totale per i casi di maggiore povertà) per sostenere i costi di iscrizione dei figli ai corsi sportivi. E’ un modo di affermare lo sport come diritto e non soltanto come opportunità. E’ un valore nel quale la prossima Amministrazione Comunale vuole continuare a riconoscersi pienamente.
Affermare che lo sport è un diritto per tutti significa continuare a promuovere azioni concrete affinché le discipline e gli impianti siano davvero accessibili a tutti.
La vera innovazione di un mondo sportivo, dinamico e vivace, può essere rappresentata da una maggiore sinergia e collaborazione tra i diversi soggetti sportivi, tenuto conto del fatto che le Società sportive stanno crescendo e sviluppandosi.
Il Comune deve continuare a farsi promotore del fare assieme, soprattutto quando le associazioni praticano discipline medesime o affini.
Ci sono già positivi esempi di questo approccio innovativo: nella gestione congiunta degli impianti, in progetti di collaborazione, nell’abbandono di piccoli campanilismi verso progetti comuni più grandi, maturati per la migliore valorizzazione dei propri atleti.
Il futuro dello sport di questa città passerà anche attraverso nuove modalità di relazione tra le società sportive, lontane da individualismi, talvolta troppo rigidi.
Esistono inoltre società che svolgono attività mirata verso le persone con disabilità. Imola è sede regionale della Federazione Italiana Sport Disabili per una pluralità di discipline che vanno dall’atletica al basket, fino al golf.
Una priorità in questo ambito sarà quella di promuovere ed incoraggiare il rapporto tra sport e scuola.
Il legame fortissimo tra queste due fondamentali agenzie di socializzazione si afferma attraverso molteplici direzioni. Quella principale deve continuare a promuovere il coinvolgimento di tutti i bambini e le bambine delle scuole primarie in progetti mirati che vedono le società e le associazioni sportive a fianco degli insegnanti e delle scuole.
Tutto questo in un contesto nazionale che assegna anche agli Enti Locali un ruolo importante nell’evoluzione del sistema sportivo.
L’ultima Legge Finanziaria ha affidato infatti alle Regioni ed al Ministro dello Sport un fondo per lo Sport di cittadinanza. E’ un atto che valorizza il ruolo di Regioni ed Enti Locali per la promozione della pratica sportiva ed afferma il riconoscimento formale e politico del valore dello sport per i cittadini di qualsiasi età, uno sport chiamato a promuovere stili di vita attivi, socialità e integrazione.
Il Comune di Porto Recanati sosterrà, attraverso le proprie azioni, una corretta cultura sportiva che, mediante la pratica dello sport, sia strumento per uno sviluppo etico e culturale della nostra comunità.
Infine il nostro paese inoltre deve tornare ad essere sede di eventi sportivi di rilevanza nazionale.